Consumo suolo nella Bergamasca
In otto anni è nata un'altra città

Dagli anni '50 ad oggi, Bergamo è la provincia lombarda che ha conosciuto un maggiore incremento di consumo di suolo. È il dato evidenziato lunedì 14 maggio dal presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine, parlando del Rapporto 2012 sul consumo di suolo.

Dagli anni '50 ad oggi, Bergamo è la provincia lombarda che ha conosciuto un maggiore incremento di consumo di suolo. È il dato evidenziato lunedì 14 maggio dal presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine, nel corso della presentazione del Rapporto 2012 sul consumo di suolo, a Palazzo Pirelli a Milano.

Il suolo urbanizzato della Bergamasca, dunque, negli ultimi decenni «è cresciuto di 3,5 volte a fronte delle 2-2,5 volte della media regionale». Tra il 1999 e il 2007, sono stati persi 4.452,9 ettari di terreno agricolo (passati da 82.426,4 a 77.973,5), mentre il suolo urbanizzato è passato da 33.885,6 a 38.272,9, registrando un aumento di 4.387,3 ettari.

Il terreno agricolo perso in 8 anni equivale a circa 7 volte il Parco Nord di Milano e il suolo urbanizzato guadagnato a 0,9 volte la superficie urbanizzata della città di Brescia. I terreni naturali o semi naturali, invece, sono aumentati di 5,8 ettari, passando da 154.557,8 a 154.563,7. Stabili i corpi idrici, con 0,4 ettari guadagnati (da 4.038,2 a 4.038,6), mentre le zone umide fanno registrare una lieve diminuzione, passando da 46,8 ettari a 46,1 (-0,7).

Secondo questi dati, l'agricoltura perde 15 mila metri quadri (1,5 ettari) al giorno, 556,6 ha in un anno. A guadagnare ciò che giornalmente l'agricoltura lascia sul campo è il suolo urbanizzato, con un incremento annuo di 548,4 ettari. In pratica è come se ogni giorno una piazza del Duomo di Milano venisse tolta all'agricoltura e urbanizzata.

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