Mercoledì 30 Maggio 2012

«Bergamo è come l'Emilia
Servono case antisismiche»

«Più che prevedere, sarebbe meglio prevenire. Come? Costruendo case più sicure e antisismiche. Anche in zone dove il rischio è indicato come più basso per una mera classificazione probabilistica, proprio come a Bergamo o a Finale Emilia». Lo dice Alessandro Michetti, 51 anni, geologo e docente all'Università dell'Insubria. «La Pianura padana - spiega - è formata da diverse faglie, alcune più grandi e altre più piccole, che si muovono da sempre. E che continueranno a farlo». 

Con una spiegazione molto chiara sulle possibilità di fenomeni sismici nella Bergamasca: «Da sempre ci sono i terremoti, anche nella nostra zona. Si tratta di eventi ciclici, che si ripetono ogni tot anni, spesso anche parecchi: 800 o 900 - chiarisce Michetti -. Poi, quando nessuno se li ricorda più, all'improvviso ricompaiono. Il fatto è che l'Italia è suddivisa, così come tutti gli altri Stati del mondo, in diverse zone sulla base di probabilità: se in una zona si sono verificati più terremoti nell'arco di cinquant'anni, allora siamo in un'area dove la possibilità è più elevata. Se, come in Lombardia, la frequenza è stata più bassa, ecco che viene classificata come a rischio moderato o quasi inesistente. Il problema è, e questo va chiarito una volta per tutte, che non significa assolutamente che a Bergamo non possa verificarsi un terremoto molto forte, anche più di quello che c'è stato a Finale Emilia, tra l'altro classificato come zona 3 proprio come gran parte della Bergamasca. Il fatto è che, sulla base delle zone, cambiano anche le normative per la costruzione degli edifici».

Con un appello: «Si costruiscano case più sicure e antisismiche ovunque».

Su L'Eco di Bergamo del 30 maggio pagine di approfondimento sul terremoto

fa.tinaglia

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