Venerdì 20 Luglio 2012

Sciopero settore trasporti, la Cgil:
«Adesione praticamente totale»

Negli uffici Filt-Cgil di Bergamo parlano di un'«ottima adesione allo sciopero del Trasporto pubblico locale di venerdì 20 luglio, con una media del 90% del personale viaggiante che ha aderito e con punte che sfiorano il 100% come in Atb».

Nel dettaglio, ecco i dati sull'adesione resi noti dalla Filt-Cgil: Atb, che occupa 348 lavoratori, sciopero per il 98% dell'organico; Sab, che ha 367 addetti, adesione al 88%; Locatelli, 116 addetti, sciopero per il 90% dell'organico di turno; Tbso (Trasporti Bergamo Sud Ovest), 22 addetti, 92% di adesione.

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl, Orsa e Faisa avevano proclamato a livello nazionale lo sciopero unitario di 4 ore di oggi contro quella che hanno definito «l'ultima arrogante provocazione dopo oltre due anni e mezzo di inutile trattativa», riferendosi alla lettera inviata dalle associazioni datoriali Asstra e Anav il 5 luglio scorso dove si comunicava il recesso dal Contratto Collettivo nazionale di Lavoro della Mobilità, sottoscritto dalle parti sociali e dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2009.

A Bergamo e provincia l'astensione dal lavoro era programmata dalle ore 9,15 alle 12,30 per il personale in servizio sui mezzi, per i turnisti e gli addetti alle funicolari (meccanici compresi); nelle ultime 4 ore della prestazione giornaliera per gli impiegati, le officine, gli impianti fissi. In totale i lavoratori di bus, tram, funicolari, e Teb nella Bergamasca sono circa 1.300.

«Non si può negare agli autoferrotranvieri il legittimo, fondato e sacrosanto diritto al rinnovo del loro Ccnl, scaduto da quasi cinque anni, cioè nel dicembre del 2007, quando ancora non si era in presenza di una difficile fase di crisi economica e di finanza pubblica come quella che stiamo vivendo oggi - dice il segretario della Filt-Cgil provinciale Cesare Beretta -. Anzi, proprio la crisi dimostra che serve più trasporto collettivo di persone, mentre utenti e lavoratori rischiano di essere insieme vittime della crisi senza esserne gli artefici: gli utenti, con il taglio ed il degrado qualitativo del servizio e con l'aumento delle tariffe; i lavoratori, col peggioramento delle condizioni di lavoro, il mancato adeguamento del reddito e, addirittura, come ormai purtroppo già dimostrato da numerosi casi concreti in questi mesi, con la riduzione dell'occupazione».

m.sanfilippo

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