Venerdì 03 Agosto 2012

Famiglie lombarde e la crisi:
una su 5 rompe il salvadanaio

I soldi non fanno la felicità: peggiorano i giudizi dei lombardi con redditi mensili oltre 3 mila euro. Anche se la qualità della vita nel Belpaese scivola sotto la media europea, i lombardi si danno complessivamente un 7, come i bergamaschi.

Alla “casa” il voto di soddisfazione più alto (8,3), seguita dal  contesto in cui vivono (7,5), poi il lavoro (7,2). E se la situazione economica non soddisfa, le famiglie lombarde “scelgono” la spending review: riducendo viaggi cene e aperitivi fuori casa.

Complessivamente la qualità della vita in Lombardia è in linea con la media nazionale: a non appagare completamente i lombardi è la situazione economica. Il 44% dei lombardi si dichiara, infatti, insoddisfatto della propria condizione,  mentre risultano più appaganti altri aspetti della vita: la salute (l'82% si dichiara soddisfatto), le relazioni familiari e di amicizia (rispettivamente 92% e 87%) e di come trascorre il proprio tempo libero (73%).

E sono i più giovani ad essere i più “ottimisti” in tutti gli aspetti della vita, mostrando un livello di soddisfazione maggiore, che decresce all'aumentare dell'età. Se dovessero dare un voto complessivo alla propria vita i lombardi comunque si darebbero, ancora, un bel 7,1. In particolare rispetto allo scorso anno si abbassa leggermente la percentuale di coloro che giudicano soddisfacente la qualità della vita presente (voto 6,2) , ma complessivamente il giudizio sulla qualità della vita rimane inalterato.

La preoccupazione maggiore riguarda il futuro, infatti solo il 43% dei lombardi ha una percezione positiva di come sarà la qualità della vita. I giovani anche in questo campo sono i più ottimisti, dichiarandosi da un lato sereni per il presente, con un grado di soddisfazione del 6,9, e dall'altro fiduciosi sulla qualità della vita in futuro, a cui danno come voto 7.

E i soldi oggi non fanno la felicità. Se è vero che la soglia di soddisfazione della vita resta almeno un reddito di 1.500 Euro al mese, peggiorano i giudizi delle famiglie con redditi alti: l'indice di soddisfazione per le famiglie con reddito di oltre 3 mila euro al mese passa dal 7,4 del 2011 a 7,2 del 2012.

Nella “ricetta” della qualità della vita i lombardi assegnano all'ingrediente “casa” il voto di soddisfazione più alto (8,3), quindi al quartiere e al contesto in cui vivono (7,5); fanalino di coda il lavoro con un indice di 7,2.  Anche se migliora il giudizio di soddisfazione sulla propria condizione lavorativa (da 6,9 dello scorso anno diventa 7,2).

Sono alcuni dei dati che emergono dalla indagine “Famiglie e consumi. Monza e Brianza e Lombardia”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche e in collaborazione con DigiCamere, somministrata con metodo CATI a 900 famiglie lombarde.

La “spending review” dei lombardi 
Per l'estate 2012 sono 3 famiglie lombarde su 10 a non fare rinunce. Per i più parsimoniosi la ricetta del risparmio passa dalla riduzione per le spese dedicate allo shopping: il 46% fa rinunce su abbigliamento ed accessori. Poi il tempo libero: risparmiano su questa voce del budget il 39% dei lombardi, che rispetto al 2011 sono più attenti anche alle spese per automobili e per l'arredamento (i risparmiatori passano da 29% a 31% rispetto ad un anno fa). Sulla spesa alimentare sono disposti a “tagliare” il 28% delle famiglie lombarde.

Tra le voci del tempo libero, la cura del proprio corpo e del benessere sembra essere oramai una necessità più che un vizio: sempre meno lombardi, nonostante il portafoglio più leggero, sono disposti a ridurre la spesa per palestre e centri benessere (5%). E diminuisce anche la percentuale di chi rinuncia all'intrattenimento, tra cinema, teatro, concerti e visite nei musei, passando dal 14% nel 2011 al 11% nel 2012. Le rinunce nel tempo libero riguardano le cene fuori (72%), i viaggi (57%) e gli aperitivi (23%).

La situazione economica della famiglia… Il 57% delle famiglie lombarde chiude il bilancio dei primi 6 mesi del 2012 in pareggio, il 21% riesce a risparmiare, il 20% è costretta a rompere il salvadanaio. Anche se i bilanci delle “case” lombarde restano solidi, grazie ai risparmi accumulati nel corso degli anni, che funzionano da veri e propri ammortizzatori sociali, le famiglie si aspettano di fare grandi sacrifici, ma meno che in passato: il 20%  ritiene possibile risparmiare nel corso del prossimo anno, contro il 16% registrato lo scorso anno. Solo 2 famiglie su 10 hanno pagamenti rateali in corso,  e tra chi accede ai finanziamenti 1 su 6 lo fa principalmente per la casa, tra mutui e spese di ristrutturazione.

In Lombardia il 43% delle famiglie è ottimista per la situazione del Paese ritenendo che resterà stabile o migliorerà (rispettivamente 28% e 15%). Per le famiglie lombarde sembra dunque che il “peggio sia passato” e che il Paese sia ad una svolta.

I risultati dell'indagine per provincia Le famiglie di Varese  sono più ottimiste sulla situazione economica del Paese: il 49% crede che migliorerà o resterà invariata, mentre le famiglie a Brescia e a Monza e Brianza  sono più pessimiste sulla situazione economica in Italia,  rispettivamente il 61%  e il 59% crede infatti che ci saranno peggioramenti in futuro. E questa percezione si rispecchia sulle famiglie, infatti  il 45% delle famiglie bresciane  e il 41% delle famiglie brianzole non credono di riuscire a risparmiare nel prossimo anno. In riferimento alla situazione attuale, 1 famiglia  brianzola su 4 preleva dai risparmi, mentre il 23% delle famiglie milanesi riesce invece a risparmiare. 

Pareggia il 61% dei bergamaschi, che sono anche più soddisfatti della situazione economica della loro famiglia negli ultimi 12 mesi (66% delle famiglie pensa che le condizioni siano invariate o migliorate) e il 74% guarda con fiducia al futuro.

r.clemente

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