Martedì 07 Agosto 2012

Paratico, straziante addio
all'operaio morto nell'esplosione

“Siamo qui oggi perché ci ha lasciato un marito, un padre, un nonno, un amico. Ma siamo qui oggi anche perché il nostro quotidiano è stato sconvolto. Le nostre certezze crollate come un muro di sabbia di fronte all'onda del mare. Uno si alza il mattino presto, e dopo aver lasciato la propria e reca al posto di lavoro. Luogo che oggi appare sempre più una benedizione, una sicurezza di vita, una speranza. Quel lavoro onesto che lascia spazio ad amicizie, a collaborazione sincera. E quando il lavoro ti impedisce di fare ritorno a casa, allora tutto davvero sembra crollare”.

Con queste parole all'omelia il parroco di Paratico don Gustavo Bergamelli ha voluto ricordare Ferdinando Gatti, il 49 enne operaio di Paratico rimasto vittima della violenta esplosione di un silos verificatasi lo scorso 23 luglio a Orzinuovi.

Ad accompagnarlo una chiesa gremita stretta attorno al dolore dei familiari, la moglie Severina e le due figlie, Francesca e Chiara. “Umanamente”, ha proseguito don Gustavo, “faccio fatica a trovare delle risposte, se non quella che porta al destino. Allora chiedo semplicemente al Signore una piccola parola di speranza, per aiutarci ad accogliere questo momento. Ed ecco Gesù, che costrinse i discepoli a salire sulla barca, quella della nostra vita. Con essa ciascuno deve attraversare il lago della storia, compiere questa traversata sino all'altra riva. Ferdinando è stato più veloce di tutti noi, e là, ci attende”.

Un dolore che ha lasciato spazio ad un filo di speranza quando si è ricordato il collega di Ferdinando, il 21 enne Davide Siroli, anche lui coinvolto nella disgrazia capitata in una azienda di mangimi e che continua a lottare per la vita malgrado le gravi condizioni cliniche presso l'ospedale Grandi ustionati di Cesena. Al termine del rito funebre, Ferdinando Gatti, che aveva cessato di vivere lo scorso 29 luglio presso l'ospedale San Martino di Genova, è stato tumulato nel cimitero comunale.

e.roncalli

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