Martedì 14 Agosto 2012

Mozzanica, accusato di abusi
Ma lui si difende: sono bugie

Si professa innocente e vittima di una menzogna il meccanico di Mozzanica arrestato sabato scorso per abusi su una minorenne dell'Alto Cremasco.
Il cinquantunenne, in carcere a Cremona, martedì mattina è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Maria Stella Leone, che ha deciso di tenerlo in cella.

«Il mio assistito tiene a far sapere – spiega il difensore Giulia Bravi – che la ragazza in questione non l'ha conosciuta sullo scuolabus, essendo amico di famiglia. Sa che i genitori degli scolari si sono preoccupati e vuole rassicurarli che lui si è comportato sempre in maniera irreprensibile».

Ma da cosa nascerebbero le accuse nei suoi confronti? Intanto occorre far chiarezza sull'età della ragazza. Infatti le prime informazioni diffuse dal commissariato di Crema, per tutelare la vittima dei presunti abusi, contenevano alcune inesattezze. La ragazza oggi ha 17 anni e gli episodi da lei narrati risalirebbero al 2008, quando aveva fra i 13 e i 14 anni.

Il meccanico di Mozzanica ha risposto alle domande del giudice Leone dando la sua versione dei fatti, anzi sostenendo che a suo avviso non sarebbe accaduto nulla tra lui e la ragazzina. Ha ricostruito come si erano conosciuti e soprattutto in che rapporti era con la famiglia della ragazzina.

L'avvocato spiega che il suo assistito ritiene di essere incappato in una vicenda inventata ad arte dalla ragazzina per coprire una relazione sentimentale con un'altra persona adulta. Un racconto che ovviamente andrà verificato.

La versione del meccanico però non convince e gli inquirenti hanno parlato di indizi e prove inconfutabili. E per questi motivi il gip ha ritenuto opportuno non consentire la scarcerazione del meccanico.

«A nostro avviso – prosegue Bravi – non ci sono elementi né riscontri degli abusi. Lui non nega di conoscere la ragazza, ma in quanto amico di famiglia».

fa.tinaglia

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