Mercoledì 26 Settembre 2012

«Aiutaci a sconfiggere il tuo dolore»
Campagna-appello dei Riuniti

E' iniziata con l'affissione delle prime locandine e la distribuzione dei pieghevoli in diverse aree di Largo Barozzi e negli altri presidi dell'Ospedale di Bergamo la campagna di comunicazione “Aiutaci a sconfiggere il tuo dolore”, organizzata dal Comitato Ospedale e Territorio Senza Dolore (COTSD) degli Ospedali Riuniti, con l'obiettivo di sensibilizzare operatori e cittadini sull'importanza di rilevare la presenza e l'intensità del dolore per migliorarne la cura.

Duplice il target di riferimento, come è duplice l'intento di una campagna, rivolta sia ai pazienti che agli operatori sanitari, affinché i primi abbandonino il diffuso timore di segnalare la presenza di dolore, specialmente quando è percepito come sopportabile, e i secondi incentivino i malati a partecipare attivamente nell'impostazione del proprio percorso terapeutico.

“Con questa campagna informativa vogliamo intercettare soprattutto quelle situazioni dove il dolore è meno intenso, come nel caso del dolore cronico benigno, che con una frequenza non trascurabile, non viene segnalato dai pazienti e sfugge all'attenzione degli operatori – ha commentato Gianmariano Marchesi, primario dell'Anestesia e Rianimazione III e presidente del COTSD insieme a Cristina Caldara, responsabile per la DPS del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia -. Anche dolori moderati infatti hanno impatti significativi sulla qualità della vita e possono essere efficacemente alleviati con diversi farmaci che la moderna scienza medica mette a disposizione. Dall'altro vogliamo ricordare all'operatore sanitario che non deve mai sottovalutare il dolore, perché è una percezione totalmente soggettiva”.

In tutti i reparti degli Ospedali Riuniti sono attivi protocolli specifici per la rilevazione del dolore, utilizzando scale diverse in base alla tipologia di pazienti. Un ruolo decisivo in questo lavoro è svolto dal personale infermieristico, a cui è affidato il compito di chiedere regolarmente ai pazienti ricoverati se sentono dolore, di quantificarlo in una scala numerica compresa tra 0 e 10 e di registrare il valore in cartella clinica, intervenendo quando si ottiene un punteggio uguale o superiore a 4.

Quando le condizioni del paziente sono tali da impedirgli la comunicazione, vengono utilizzate altre scale, dette osservazionali, basate cioè sull'osservazione di alcuni segnali e comportamenti del malato che possono essere conseguenza di stati dolorosi. Per i bambini si fa riferimento a scale adatte alla loro l'età, all'interno di protocolli elaborati da gruppi di lavoro costituiti da medici e infermieri dell'area pediatrica.

“Il dolore rientra tra i parametri rilevati dal personale infermieristico al primo accesso e poi con cadenza regolare, al pari della pressione arteriosa e della temperatura corporea – ha spiegato Cristina Caldara -. Tra gli indicatori che dimostrano l'attenzione e la disponibilità crescenti degli operatori verso la rilevazione e il controllo del dolore nel nostro ospedale, c'è l'aumento registrato negli ultimi anni delle prescrizioni alla dimissione di farmaci analgesici, che consentono ai pazienti di controllare efficacemente il dolore anche una volta tornati a casa”.

e.roncalli

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