Venerdì 05 Ottobre 2012

Colere, impianti a rischio chiusura
Confesercenti: «Crisi da affrontare»

Il «circo bianco» rappresenta una fetta importante dell'offerta turistica bergamasca. La paventata chiusura degli impianti sciistici di Colere provocherebbe una ferita gravissima al territorio scalvino. «Servono interventi per tamponare il rischio default – sottolinea Giacomo Salvi, direttore di Confesercenti Bergamo - non solo per scongiurare il pericolo della chiusura degli impianti, ma soprattutto per sostenere la prospettiva di rilancio dei comprensori sciistici come auspicato dalla Regione Lombardia con il previsto collegamento tra la Valle Seriana e la Valle di Scalve. Per questo richiamiamo la società che gestisce gli impianti e le istituzioni, in particolare la Provincia, ad aprire urgentemente un tavolo tecnico straordinario per gestire in modo coordinato la crisi in corso. Siamo infatti di fronte a un bivio: rassegnarsi al fallimento del prodotto turistico Valle di Scalve o impegnarsi per risollevarlo e rilanciarlo. Senza un'intesa tra pubblico e privato, in assenza di adeguate politiche pubbliche di riqualificazione concertate, potremo solo arrenderci all'eventualità peggiore».

Oltre alle evidenti ripercussioni occupazionali e all'impoverimento del tessuto imprenditoriale, il declino della stazione porterebbe con sé il crollo dei valori immobiliari. Le difficoltà in atto richiamano anche il tema dell'ampliamento dei servizi turistici come ingrediente fondamentale per accrescere l'attrattività di un territorio. In quest'ottica, è necessario che anche gli operatori turistici facciano la loro parte.

«Alle nostre montagne – aggiunge Salvi - servono idee di marketing innovative, centri benessere e spa, alberghi e ristoranti in grado di aggiungere valore alle piste dei nostri comprensori. Solo così sarà possibile intercettare le tendenze e le aspettative del mercato. Per elaborare una strategia vincente, occorre tener conto soprattutto di tre fattori: l'arrivo dei turisti stranieri, la crescita dei soggiorni brevi e la ricerca sempre più esasperata di pacchetti, promozioni, sconti. Conoscere le lingue, trasformare il servizio alberghiero e ricettivo e renderlo più flessibile alla richiesta di ospitalità “mordi e fuggi”. Queste, oltre alla necessità di lavorare in sinergia per proporre offerte sempre più competitive, sono le risposte che nell'immediato gli operatori possono e devono dare».

e.roncalli

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