Lunedì 08 Ottobre 2012

Mariolina Moioli: «Sono sconvolta
Mercadante lavorava con dedizione»

«Cara, la notizia mi ha sconvolto». Mariolina Moioli, al telefono, usa un tono soffuso e cerca di essere familiare con l'interlocutrice che sente per la prima volta.

L'ex assessore (2006-2011) a Scuola, famiglia e politiche sociali della Giunta Moratti, insegnante originaria di Cividate al Piano, già a capo della Dc orobica dal 1989 al 1992, confluita nel gruppo Ccd-Cdu, poi Udc e infine nella lista «Milano al centro» (di cui è capogruppo in Consiglio comunale), all'inizio è restia a commentare l'arresto di Patrizio Mercadante, che lei stessa mise a dirigere il settore Servizi minori e giovani di palazzo Marino.

«È il momento in cui deve parlare la magistratura. Mi auguro che presto si faccia chiarezza, ho fiducia come sempre nella giustizia», dice. Ma poi qualcosa in più scuce.

Ha scelto lei Mercadante?
«Sì, come ho scelto tanti altri collaboratori».

Perché lo ha scelto?
«Perché lo conoscevo già da tempo, avevo già lavorato con lui e ho ritenuto che la sua competenza maturata da dirigente scolastico fosse utile al settore. E infatti lì ha lavorato molto intensamente».

Come ha conosciuto Mercadante?
«Me l'ha presentato Luigi Roffia (ex provveditore di Bergamo, ndr)».

In che ambito?
«Scolastico».

Alcuni funzionari del Comune di Milano, interrogati, parlano di un suo rapporto di parentela con Mercadante.
«Smentisco categoricamente. Non ho nessun rapporto di parentela con Mercadante. Con alcuno che abbia lavorato nel mio assessorato».

Conferma che Mercadante fu tra i suoi sostenitori nella campagna elettorale del 2011?
«Mercadante si è molto dedicato alla mia campagna elettorale, ma come tante altre persone».

Questo impegno non poteva «distrarlo» dal compito istituzionale?
«Non credo proprio. È sempre stata mia preoccupazione che si dedicasse al suo lavoro. Solo nel tempo libero si dedicava anche alla mia campagna elettorale».

Mercadante aveva qualche tessera di partito?
«Non lo so».

Come assessore ha mai avuto sentore di qualche irregolarità?
«Bisogna distinguere i compiti dell'assessore e degli uffici».

Distinguiamoli.
«Le gare in questione non competevano al mio assessorato e gli eventi contestati si riferiscono al maggio-giugno 2011, quando io non ero più in Comune».

Ma quand'era in Comune da assessore non aveva compiti di controllo e vigilanza su un suo settore?
«Il mio era un compito di indirizzo, ad altri spettava il compito di verifica».

A chi?
«Ad esempio alla direzione centrale del Comune. Comunque non esiste che sia stata io a dargli il potere di siglare gli atti. A occuparsi delle gare erano gli uffici di altri assessorati».

Benedetta Ravizza

m.sanfilippo

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