Martedì 09 Ottobre 2012

Aste truccate, i difensori sorpresi
Mercadante: «Io sono sereno»

«Sono molto sorpreso che a distanza di un anno e tre mesi dall'inizio dell'inchiesta vengano ravvisate esigenze cautelari tali da portare il mio assistito in carcere. Faremo ricorso al Tribunale del Riesame chiedendo che venga rivista questa decisione». Parole dell'avvocato Roberto Bruni, che assiste Dario Zambelli, legale rappresentante della Borgunitour, società emanazione della Cisl di Bergamo e legata all'Ente turistico sociale italiano, in sigla Etsi. Zambelli è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l'accusa di turbata libertà degli incanti (ma è indagato anche per falso ideologico commesso da privato in atto pubblico).

Arrestato a Sciacca
Zambelli, 61 anni, è stato arrestato lunedì mattina a Sciacca (Agrigento), dove si trovava per motivi di lavoro. In giornata è stato trasferito al carcere milanese di San Vittore. Per ora il suo legale non entra nel merito delle contestazioni e della linea difensiva: «Spero di poter incontrare il mio assistito già domani (oggi per chi legge, ndr)», ha detto Bruni. A far scattare le manette, stando alle valutazioni del gip su richiesta dei pm milanesi, sono stati il presunto pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. «Sono molto sorpreso – ha puntualizzato Bruni – per questa decisione. Non vedo perché queste supposte esigenze cautelari, in particolare il pericolo di inquinamento delle prove, giungano a distanza di un anno e tre mesi dall'esordio dell'inchiesta. Quanto al pericolo di reiterazione del reato, a nostro avviso non sussiste, dal momento che Zambelli ha dismesso le cariche societarie in questione già dal mese di luglio del 2011». Proprio a luglio del 2011, infatti, le Fiamme gialle perquisirono la sede della Borgunitour in via Carnovali, amministrata da Zambelli e facente capo, in definitiva, alla Cisl di Bergamo.

La documentazione
Le accuse nei confronti di Zambelli riguardano presunti appalti truccati per l'assegnazione e la gestione delle case vacanza per i bambini del Comune di Milano a Cesenatico e Pietra Ligure e per le case di vacanza extraurbane (fra cui figura, tra l'altro, anche una casa a Zambla Alta, in Comune di Oltre il Colle). Appalti vinti dalla Borgunitour e dalla Bertunitour, società amministrate da Zambelli, che secondo gli inquirenti avrebbe ottenuto il successo con il contributo determinante di Patrizio Mercadante, ex preside dell'istituto per geometri «Quarenghi» di Bergamo, all'epoca dei fatti Direttore del settore Minori del Comune di Milano, voluto a ricoprire quell'incarico dalla politica bergamasca Mariolina Moioli, che nella Giunta di centrodestra guidata da Letiza Moratti era assessore alla Famiglia. Fra i requisiti richiesti per partecipare alle gare indette dal Comune c'era l'esecuzione di contratti nel triennio precedente nel settore delle «vacanze sociali» e dei servizi ludico ricreativi per i minori. In un caso sarebbero state presentate attestazioni di contratti stipulati fra le due società rappresentate da Zambelli con Etsi (il cui presidente a Bergamo, peraltro, era ancora lo stesso Zambelli), ritenuti però inesistenti dagli inquirenti. In un altro caso, la Borgunitour avrebbe prodotto un'attestazione dell'Etsi Bergamo per dimostrare di aver fornito a quest'ultima associazione «servizi educativi e integrati rivolti ai minori per vacanze estive». Ma frugando tra le fratture dal 2007 al 2011, la Finanza avrebbe trovato quasi esclusivamente quelle di vendita (per ben 3 milioni di euro) di biglietti d'ingresso al parco di Gardaland.

Mercadante: «Sono sereno»
Il funzionario del Comune di Milano (ed ex preside) Patrizio Mercadante, 52 anni, è stato raggiunto e arrestato dalla Guardia di Finanza ieri mattina nella sua abitazione nel centro di Bergamo. «Vedrò il mio assistito in mattinata – ha spiegato il suo legale, l'avvocato Benedetto Bonomo – prima non posso scendere nel merito delle contestazioni».

All'atto dell'arresto, Mercadante si sarebbe detto «sereno e sicuro delle sue ragioni», poco prima che le Fiamme gialle lo conducessero a San Vittore. «Osservo inoltre – aggiunge il suo avvocato – come agli elementi raccolti nei suoi confronti e riportati nell'ordinanza di custodia cautelare si sia data una lettura univoca, pro-accusa, quando invece gli stessi si prestano a molteplici e diverse interpretazioni, che potrebbero riqualificare le contestazioni nei confronti del mio assistito. Massimo rispetto per l'operato degli inquirenti – ha aggiunto Bonomo – ma non capisco l'esigenza di una misura cautelare, oltretutto la più afflittiva, per fatti contestati che sarebbero avvenuti ormai tempo addietro. Una misura che giunge, oltretutto, quando il mio assistito è già stato assegnato ad incarico di natura del tutto diversa da quello che ricopriva all'epoca dei fatti contestati. Faremo ricorso al Riesame – conclude Bonomo – invocando da subito una misura meno severa».

Vittorio Attanà

m.sanfilippo

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