Martedì 09 Ottobre 2012

L'amarezza della Cisl:
dai controlli nessuni irregolarità

«Siamo esterrefatti, nessuno si aspettava un simile sviluppo». Ferdinando Piccinini, segretario generale della Cisl di Bergamo è sorpreso e amareggiato dall'arresto di Dario Zambelli, presidente Etsi e amministratore, autosospeso, di Borgunitour. Sorpresa e amarezza che si registrano un po' ovunque negli uffici Cisl di via Carnovali.

«Non ho parlato con Zambelli – spiega Piccinini – il quale peraltro si è autosospeso dal ruolo di amministratore unico che ricopriva, dal momento in cui ha ricevuto l'avviso di garanzia, l'anno scorso. Come sindacato nei mesi scorsi abbiamo dato indicazioni perché venissero fatte tutte le verifiche necessarie e al momento non sono emerse irregolarità. Per adesso, dunque, non resta che rimanere, fiduciosi nel lavoro della magistratura, in attesa delle indagini che speriamo si concludano nel più breve tempo possibile».

Oltre alla preoccupazione per la vicenda personale di Zambelli, tra gli operatori del sindacato traspare quella per l'immagine negativa che queste vicende possono gettare sull'operato della Cisl. «Bisogna considerare – aggiunge Piccinini – che una realtà come l'Etsi e come Borgunitour si occupa di turismo per le famiglie e gli anziani, da oltre 25 anni, con una grande storia e un patrimonio di professionalità e di iniziative da tutelare. Cercheremo di capire cosa abbia scatenato tutto questo».

Marco Cicerone, segretario generale della Uil di Bergamo, ricorda bene Patrizio Mercadante: «É stato iscritto alla Uil dai primi anni del Duemila e nel 2006 è diventato segretario della Uil Scuola: in questa veste ha organizzato la campagna per le elezioni scolastiche del 2008. I rapporti con la Uil di Bergamo sono cessati quando si è trasferito al Comune di Milano, ci eravamo ripromessi di tenerci in contatto ma non ci sono state occasioni. Come dirigente sindacale ne ho un buon ricordo. Dinamico, forse un poco irruente, ma in nessun modo faceva pensare che sarebbe andato incontro a questo tipo di situazioni. Qui alla Uil, dove aveva anche portato alcuni iscritti, non sappiamo che cosa pensare. D'altra parte proprio il trasferimento a Milano era stata l'occasione per chiudere con l'impegno sindacale bergamasco, anche se a livello regionale e nazionale aveva mantenuto l'incarico per i dirigenti scolastici».

Anche il mondo della scuola bergamasco preferisce non sbilanciarsi. Gli ex colleghi lo ricordano come un dirigente che divideva il suo tempo fra scuola e sindacato, che non nascondeva di essere ambizioso e che era per questo molto attivo e coinvolto in vari incarichi. Uno che aveva fatto carriera velocemente, ma dentro le logiche scolastiche.

a.ceresoli

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