Martedì 23 Ottobre 2012

Unione Province d'Italia:
le 12 lombarde lasciano

«Le 12 Province lombarde hanno deciso all'unanimità di uscire dall'Upi (Unione delle Province d'Italia) perché non si sentono più rappresentate da un'unione che continua a portare avanti ad oltranza una difesa generalizzata delle Province, ignorando che l'efficienza in alcuni territori, come in Lombardia, non solo esiste già ma dovrebbe essere incentivata e presa ad esempio».

Ad annunciarlo è il presidente dell'UPL (Unione Province Lombarde) e numero uno della Provincia di Sondrio, Massimo Sertori, a margine della consiglio direttivo straordinario che si è tenuto martedì mattina a Palazzo Pirelli proprio sul tema del riordino.

«La scelta di uscire dall'Upi – spiega Sertori - deriva principalmente dalle abissali differenze tra la spesa pro capite delle nostre Province e quelle del resto d'Italia. La nostra spesa media è pari a 100 euro contro i 200 del resto del Paese».

In Lombardia, quindi, l'esborso per i servizi è dimezzato, ma non è solo questo il motivo che ha spinto il direttivo Upl a deliberare l'uscita dall'Unione nazionale delle Province: «La battaglia sui tagli lineari operati dal governo sui cosiddetti costi intermedi delle Province - prosegue Sertori - deve necessariamente partire da un presupposto di fondo che, al momento, non è tenuto nella dovuta considerazione: i costi intermedi sono le risorse impiegate per garantire i servizi ai cittadini, come trasporto locale e manutenzione di scuole e strade e formazione professionale, e non comprendono invece le spese per il personale, che le Province lombarde, al contrario di molte altre, hanno già letteralmente abbattuto».

Una differenza sostanziale, a parere dell'Upl, che si unisce al fatto che «Regione Lombardia ha conferito ai nostri enti tantissime deleghe, molte di più rispetto a quelle di altre Province. Il prossimo passo - annuncia Sertori - sarà una riunione con le Province che ci sono vicine, non solo geograficamente ma anche in termini di efficienza e virtuosità. Siamo già in contatto con Veneto, Piemonte, Liguria ed estenderemo l'invito anche all'Emilia. Probabilmente riusciremo ad organizzare una riunione congiunta già nel corso della prossima settimana».

r.clemente

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