Aeroporto, comitati «sconcertati»
«Subito un incontro con Sacbo»

«Dopo aver verificato che no, non è il 1° di aprile, davanti a pagina 21 de l'Eco di Bergamo di oggi, 10 novembre, può usarsi solo una parola: sconcerto. Scopriamo a 18 mesi dall'insediamento il Mentastipensiero, e non è un bello scoprire…».

«Dopo aver verificato che no, non è il 1° di aprile, davanti a pagina 21 de l'Eco di Bergamo di oggi, 10 novembre, può usarsi solo una parola: sconcerto. Scopriamo a 18 mesi dall'insediamento il Mentastipensiero, e non è un bello scoprire…».

È questo il commento del coordinamento dei comitati aeroportuali bergamaschi dopo che - intervistato dal nostro giornale - il direttore gemerale dell'aeroporto ha detto: «Questa cosa non sta né in cielo né in terra», aggiungendo che «il Comune di Azzano San Paolo ci ha consegnato una relazione tecnica, che verrà discussa lunedì, non supportata minimamente da approfondimenti scientifici». La relazione è quella della Costech International che ha rilevato il superamento da aprile a giugno dei valori di benzene e Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) nel paese.

Prosegue la lettera del coordinamento: «Certo, come Comitati gli dobbiamo un grazie per l'operazione di verità sulla vicenda Dhl: in tanti, ai tempi della trattativa, attribuivano alle nostre “turbolenze” la volontà (presunta) di fuga del corriere tedesco. Che una multinazionale indifferente persino ai ministri dell'economia potesse essere intimidita da 4 scapestrati di paese era una castroneria siderale, eppure qualcuno ci aveva creduto, e ci fa piacere che il nostro silenzio di allora sia stato messo nero su bianco da un così autorevole pulpito. Ci sia consentito di dire che fu doveroso silenzio, visto che non spetta ai comitati (se seri e responsabili) parlare di politica industriale. Non scherziamo, quindi, lo diciamo noi».

«Noi chiediamo - si legge in un comunicato diffuso sabato nel tardo pomeriggio - il rispetto di regole che riteniamo violate (anche noi con “ragionevole certezza”), e del diritto ad una vita normale invece calpestato (e quello con “assoluta certezza”), il resto spetta a chi intraprende e gestisce, alle parti sociali che trattano, alle istituzioni che vigilano.

Cerchiamo di essere seri ed evitare chiacchere da bar. Comunque prendiamo atto del riconoscimento dei comitati quali interlocutori credibili e soggetti legittimati e legittimanti (per il nostro silenzio Dhl è rimasta!), e per questo chiederemo immediatamente un incontro che Sacbo non ci rifiuterà, stavolta, quantomeno per coerenza.

Ce ne sarebbe da dire, su tutto: dal limite di unità di traffico (cosa diversa dai movimenti) sottoscritto e superato, ai voli notturni (aldilà del numero, perché non è disponibile il dato del rumore notturno?). Come si fa ad aver il coraggio di dire “dati alla mano” che il rumore è diminuito, quando è appena stato annunciato lo sforamento della zonizzazione acustica? Su questo tace, e non è cosa intellettualmente onesta…

Sui dati dell'aria di Azzano una precisazione: su studi “non scientifici” come quello in discussione, a Malpensa un Tribunale della Repubblica Italiana (che credo conti ancora qualcosa, in attesa della proclamazione di una Sacbocrazia Costituzionale) ha disposto indennizzi milionari. E per danni alle piante, nemmeno alle persone. L'hinterland bergamasco è complesso e le fonti inquinanti sono tante, nessuno quindi pensa di tirare conclusioni affrettate o forzate, ma il direttore Mentasti rispetti le azioni oneste, coraggiose e indipendenti che i Comuni stanno attivando a tutela dei loro cittadini.

Non chiediamo ossequiosità o riverenza, ma rispetto sì. E si consideri che se lo studio epidemiologico fosse stato attivato nel 2003, visto che per quello la zonizzazione acustica non serviva, oggi non saremmo a discutere di percezione… Una cosa chiediamo da tempo, e chiaramente: stop alla crescita perché non ci sono più margini. Non tecnicamente, non giuridicamente, ma umanamente, e quindi politicamente.

Via o non via, basta lo diciamo (anche) noi, la misura è colma, e colma davvero. Quanto Sacbo sia aperta davvero al territorio emerge dall'affermazione che il dialogo avverrà solo dentro la Conferenza dei Servizi, ne prendiamo atto.

Ma nell'attesa, visto che ne ha tanta considerazione, rispetti ed applichi l'ultima fatta, quella del 2004, dove il limite massimo per il nostro amato scalo è scritto chiaro, in numeri arabi semplici ed accessibili a tutti. Scienziati e non. E per carità, si lasci stare la demagogia sul “dove sta davvero la gente”; sappiamo che le scelte industriali fatte sinora sono state prese per tenere in piedi un patto di sindacato “bergamasco”, ma sappiamo anche che quando fai un patto col diavolo prima o poi te ne viene chiesto il conto. Comprensibile il nervosismo, soprattutto quando partono gli esposti, ma è davvero così strategico citare come garante sull'ambiente Regione Lombardia, almeno in questa fase? Dove e con chi sta il territorio lo si vede alle elezioni; in democrazia (in regime della quale ci risulta ancora di essere) funziona così: si vota e si elegge, ad esempio, i propri sindaci.

Dove sono loro lì c'è la gente, perché loro sono tra la gente. Il resto, ci perdoni, è aria fritta. Chiaro, quando saremo in Sacbocrazia ne riparleremo, nel frattempo si lascino perdere minacce o intimidazioni, coi bergamaschi non attacca, in cielo come in terra.
Un po' meno cordialmente del solito».
Il coordinamento dei comitati aeroportuali bergamaschi

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