Giovedì 13 Dicembre 2012

Treviglio, addio vecchio mulino
Passa la Tav, si salva solo la ruota

La ruota secolare del mulino «Il Ferrandino» di Treviglio è ora adagiata sul terreno, accanto alle macerie della storica struttura abbattuta per far posto a un sottopasso del tracciato ferroviario Tav. Fa un certo effetto vederla in quell'anomala posizione, messa fuori uso dalla necessità di cancellare il passato a vantaggio del futuro.

Il destino del caratteristico mulino e della sua ruota era segnato da tempo: le opere connesse ai tracciati Brebemi e Tav non davano speranza di recupero, anche se in quel punto il bel mulino bianco, di indubbio richiamo pubblicitario, non stonava affatto. Per creare spazi per sottopassi e altre opere, non c'era margine per i ricordi e i simboli di un'attività lavorativa ormai anacronistica, ma pur sempre emblema di un passato di quella zona. Ma nel contesto di questo intervento, eseguito nel rispetto di espropri regolari, un po' di sensibilità verso la storia c'è stato.

Se la struttura bianca del mulino non esiste più, la secolare ruota verrà invece rimessa in piedi e collocata qualche metro più in là, in un vasca anti-allagamento che raccoglierà le acque provenienti dalle rogge. Tornerà così a ruotare grazie al funzionamento dei suoi stessi meccanismi, che saranno ripristinati proprio per dare lo scenografico movimento alle pale.

Dimenticata la funzione originaria che consentiva di pestare il grano e creare farina, la ruota sarà così oggetto di richiamo a testimonianza di un pezzo di vissuto della comunità di Treviglio e della Gera d'Adda. Per toglierla dal mulino, poi raso al suolo, è stato necessario l'intervento di una potente gru dell'impresa che sta provvedendo ai lavori di costruzione del sottopassaggio della linea ferroviaria ad Alta velocità. Un lavoro non facile, visto che la ruota di via Calvenzano pesa circa cinque tonnellate e ha un diametro di sei metri e 80 centimetri.

e.roncalli

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