Maroni: addio segreteria se eletto
E come premier indica Tremonti

Roberto Maroni ha confermato l'intenzione di lasciare la segreteria della Lega in caso di elezione alla presidenza della Lombardia: «Voglio dare il via con una sostituzione alla segreteria della Lega a un cambio generazionale».

Maroni: addio segreteria se eletto E come premier indica Tremonti

Roberto Maroni ha confermato l'intenzione di lasciare la segreteria della Lega nei prossimi mesi in caso di elezione alla presidenza di Regione Lombardia: «Voglio dare il via con una sostituzione alla segreteria della Lega - ha spiegato lui stesso durante una conferenza stampa - a un cambio generazionale».

Durante l'incontro con i giornalisti ha sottolineato di avere «l'appoggio del Pdl», commentando anche la posizione di Formigoni: «Sinceramente non ho capito che lo sosterrà per la sua successione alla presidenza, e la cosa mi lascia del tutto indifferente». Poi, parlando dell'accordo Pdl-Lega ha specificato: «Berlusconi è capo della coalizione e non viene indicato alcun candidato premier, ma si dice esplicitamente che non sarà Berlusconi».

E sempre sul Pdl commenta: «C'è qualche mal di pancia in parte della base, ma io sono concreto e guardo al progetto politico. Staccarsi dal Pdl avrebbe comportato l'inevitabile sconfitta in Lombardia. L'accordo per le Politiche è funzionale alla Regione Lombardia, è utile, positivo e coerente per dare attuazione al progetto "Prima il nord" - ha continuato Maroni -. Vogliamo governare Piemonte, Lombardia e Veneto per costruire la macroregione che avrà come obiettivo trattenere il 75% delle tasse. Questi due punti sono nell'accordo e sono stati sottoscritti dal Pdl. Sono parte integrante del programma sia per le elezioni politiche sia per la Regione Lombardia».

«In Lombardia non temo né Ambrosoli, né Albertini, anzi all'ex sindaco di Milano, che nei giorni scorsi aveva detto che qualora fossi stato eletto mi avrebbe regalato una Ferrari dico di iniziare a prenotarla...». Con queste parole Maroni ha liquidato la candidatura di Gabriele Albertini. «Lui è destinato a un modesto piazzamento», ha concluso.

Sul futuro candidato premier di un centrodestra vincente alle elezione politiche, Maroni ha spiegato che l'accordo con Berlusconi è chiaro. Il nome infatti «verrà indicato congiuntamente - ha sottolineato il leader della Lega - dalle due forze politiche, quindi da me e dal presidente Berlusconi».

In generale Maroni non ha voluto fare il «totonomi» nemmeno sulla possibilità che Berlusconi stesso sia per esempio ministro dell'Economia. Il nome di Tremonti candidato premier, ha spiegato Maroni, è stato fatto in risposta al sostegno del cavaliere ad Angelino Alfano, «una persona che stimo, con cui ho lavorato e che non mi dispiace», ha concluso Maroni, prima di dare però la sua preferenza all'ex ministro dell'Economia.

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