Giovedì 10 Gennaio 2013

Bus e nuovo ospedale
I disabili: fermate lontane

I bus restano nell'occhio del ciclone, per le conseguenze delle modifiche apportate dall'Atb ad alcune linee in coincidenza con l'apertura del nuovo ospedale. Dopo i problemi segnalati sugli spostamenti a piedi degli studenti e quelli relativi alle difficoltà lamentate per raggiungere le piscine Italcementi, si apre un nuovo fronte di malcontento, che vede protagoniste le persone con difficoltà motorie.

A tale proposito riportiamo la segnalazione di un disabile giunta in redazione. «Come risulta in un apposito link, cliccabile nel sito dell'Atb – dice la nota – il capolinea del nuovo ospedale, con riferimento alle fermate 765 e 766, non è accessibile a chi si muove su una sedia a rotelle. Per cui un disabile che intende servirsi dei mezzi pubblici per recarsi al Giovanni XXIII si vede costretto a utilizzare solo le fermate in prossimità della Motorizzazione civile, che sono abbastanza lontane».

A questo si aggiunga, secondo l'Anmic, che «i parcheggi per i disabili sono troppo distanti in quanto sorgono a circa 200 metri dalla struttura e per di più scoperti, cosa che rende l'accesso in carrozzella ancora più difficoltoso in caso di maltempo. Inoltre abbiamo fatto notare che l'ingresso del nosocomio è contrassegnato da un materiale altamente scivoloso che crea ulteriori problemi a chi già ne ha».

«Tornando ai bus – aggiunge il presidente dell'Anmic – non tutti sono forniti di una pedana per le sedie a rotelle e a volte l'autista dice che non funziona. Diciamo piuttosto che questo tipo di servizio comporta un surplus di prestazioni: il manufatto va estratto a mano e per farlo il guidatore deve scendere e indossare i guanti».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 10 gennaio

fa.tinaglia

© riproduzione riservata