Venerdì 11 Gennaio 2013

Impresa&Territorio, ai candidati:
dieci verbi per cambiare rotta

Governare coinvolgendo, competere nel fare, lavorare e cambiare, apprendere facendo, curare e proteggere, prestare fiducia, alimentare risorse, muovere e viaggiare, coltivare sapere, semplificare.

Sono i «Dieci verbi dell'agenda di imprese e territorio - Per una Lombardia delle Imprese e delle persone», un documento che contiene le istanze del Comitato Imprese & Territorio da sottoporre ai candidati alla presidenza della Regione Lombardia.

Il documento, presentato venerdì mattina all'on. Gabriele Albertini, giunto a Bergamo per un incontro che ha visto la partecipazione di tutti gli attori del Modello Bergamo, verrà sottoposto nelle prossime settimane a tutti gli altri candidati alla presidenza regionale.

«È ormai evidente infatti - si legge in un passaggio - come sempre più occuparsi di politiche di governo significhi anzitutto riuscire ad integrare in forma sussidiaria la capacità di esercitare funzioni di governo che sappiano coniugare la dimensione nazionale a quella europea e queste a quella locale. Per troppo tempo il nostro Paese ha trascurato lo sviluppo di una politica industriale adeguata alla realtà del tessuto economico specifico delle regioni e dei territori più produttivi, e oggi a pagarne pesantemente le conseguenze sono proprio i territori, l'economia reale e l'occupazione. La crisi, che dura da oltre 4 anni consecutivi, conferma che il modello di sviluppo che ci ha portati fin qui è finito e che il modello economico dominante ha perso la capacita di risposta, si affanna nel cercare soluzioni senza risolvere i problemi, perché sostanzialmente replica strumenti e letture vecchie».

Il testo completo è nell'allegato

Infrastrutture, internazionalizzazione, semplificazione. Sono stati alcuni degli argomenti che Gabriele Albertini, candidato del Pdl alla presidenza della Regione Lombardia, ha affrontato incontrando i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali (agricoltura, commercio, industria e trasporti), dei sindacati e della società civile. L'incontro, a porte chiuse, si è svolto all'Associazione Artigiani di via Torretta a Bergamo.

Il tema conduttore era «La situazione economica a Bergamo, il "modello Bergamo", i rapporti con la Regione Lombardia e le prospettive per il futuro». Dopo l'introduzione di Enrico Zucchi, le relazioni di Giuseppe Guerini, Angelo Carrara, e le conclusioni di Gabriele Albertini.


Queste considerazioni che il comitato Imprese & Territorio intende proporre come temi per le agende della politica possono essere recepite sia in un quadro di riflessione che riguarda il livello regionale, ma anche il livello di governo nazionale. È ormai evidente infatti come sempre più occuparsi di politiche di governo significhi anzitutto riuscire ad integrare in forma sussidiaria la capacità di esercitare funzioni di governo che sappiano coniugare la dimensione nazionale a quella europea e queste a quella locale. Per troppo tempo il nostro Paese ha trascurato lo sviluppo di una politica industriale adeguata alla realtà del tessuto economico specifico delle regioni e dei territori più produttivi, e oggi a pagarne pesantemente le conseguenze sono proprio i territori, l'economia reale e l'occupazione. La crisi, che dura da oltre 4 anni consecutivi, conferma che il modello di sviluppo che ci ha portati fin qui è finito e che il modello economico dominante ha perso la capacita di risposta, si affanna nel cercare soluzioni senza risolvere i problemi, perché sostanzialmente replica strumenti e letture vecchie. Quello che sta accadendo anche nel nostro territorio conferma il quadro: per anni abbiamo celebrato il mito delle PMI e l'imprenditorialità diffusa dei nostri tessuti produttivi artigianali, ma, mentre da un lato se ne tessevano le lodi, sul piano delle strategie economiche e di sviluppo si è sempre fatta una politica industriale centrata sul modello della grande impresa. Su questo modello sono state impostate a matrice, per imitazione, tutte le politiche e le regolazioni economiche, fiscali, lavoriste, sindacali. Tuttavia, sono almeno 30 anni che il modello dell'industria fordista ha cessato di essere trainante, sostituito dal modello di sviluppo della rete policentrica, di cui le PMI sono uno degli esempi più riusciti. Nonostante ciò, le politiche e le regole continuano ad essere "stampate" con la vecchia matrice. E le aziende sui territori nuotano controcorrente, poiché tutte le regole e le misure di sviluppo risentono di questa impostazione. Un esempio vale per tutti: la recente riforma del mercato del lavoro è stata sviluppata ancora una volta pensando che il mercato del lavoro in Italia sia fatto solo dalla grande industria e dal sindacato. Ma non è cosi, il numero maggiore dei lavoratori è oggi occupato in aziende piccole. Tuttavia sono state dettate delle regole dentro le quali si è disegnata una riforma che forse avrà anche qualche merito, ma che certamente non darà impulso all'occupazione, né renderà dinamico il mercato del lavoro. E il meccanismo si ripete anche nel faticoso accordo raggiunto sulla produttività. In una certa misura questo schema si ripete anche a livello locale, sebbene, proprio grazie ad una imprenditorialità diffusa che non ha eguali nel Paese, dentro una crisi davvero drammatica la nostra provincia continui a mantenere - pur con serie perdite di occupazione - uno dei tassi di disoccupazione più bassi a livello europeo e di questo sono protagonisti i lavoratori bergamaschi e gli imprenditori, tutti, ma lo sono in particolare i piccoli imprenditori che resistono e 3 si adattano con grande velocità ai cambiamenti. Con questa visione, che combina elementi di concreto realismo e preoccupazione per un contesto sempre più difficile, con un desiderio e una tensione al cambiamento e alla costruzione di un'idea di sviluppo, di territorio, di comunità il Comitato Unitario desidera lavorare con le istituzioni e i diversi attori del sistema socio economico regionale e provinciale per salvaguardare i talenti imprenditoriali del nostro territorio accompagnandoli nel difficile, ma imprescindibile compito di migliorarsi continuamente e di promuovere innovazione e competenze.

r.clemente

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