Domenica 20 Gennaio 2013

Mario Monti oggi a Bergamo
«Stop all'Italia in mano a incapaci»

«Non possiamo rimettere l'Italia nelle mani degli incapaci che l'hanno portata al novembre 2011. La vecchia politica non deve tornare Il governo tecnico non sarebbe stato chiamato se la cosa pubblica fosse stata nelle mani di politici capaci e credibili». È il messaggio che il premier uscente Mario Monti porterà oggi a Bergamo alla kermesse della sua formazione politica. Parte con una giornata di studio, e difficilmente poteva accadere diversamente, la campagna elettorale del professore che oggi incontrerà tutti i candidati della sua lista al Kilometro Rosso di Stezzano, il parco scientifico alle porte di Bergamo che ha iniziato l'attività nel 2004.

Il premier Mario Monti è arrivato nel quartier generale della Brembo al Kilometro rosso alle 11. Ad accompagnarlo la moglie Elsa e ad accoglierlo all'ingresso il patron del gruppo bergamasco, Alberto Bombassei, candidato alla Camera per la lista Monti. La mattina nella tensostruttura sarà a porte chiuse: si studierà, con una serie di domande e risposte, e si forniranno informazioni ai candidati (molti dei quali sono esordienti in politica). Il programma prevede «contenuti, comunicazione, regole: domande, risposte, curiosità». A disposizione degli intervenuti, alcune centinaia, ci saranno anche schede di approfondimento sul programma.

Alle 14 le porte si apriranno alla stampa, l'evento diventerà così pubblico e parlerà il ministro Andrea Riccardi, seguiranno una serie di testimonianze di candidati, poi toccherà a Luca Cordero di Montezemolo. Sarà proiettato un filmato «Perché siamo qui» che ricorda chi è Mario Monti, cosa ha fatto e cosa intende fare. E infine sarà il Professore a prendere la parola, prima di tenere una conferenza stampa alle 16.

Il luogo è stato scelto per la disponibilità di Alberto Bombassei, candidato capolista alla Camera nelle circoscrizioni Veneto e Lombardia 2 e presidente della Brembo, società che all'interno del Kilometro Rosso ha il suo centro di ricerca e sviluppo. Non sfugge però la valenza simbolica di un luogo dedicato a innovazione e ricerca, caratterizzato da un lunghissimo muro in lamiera rosso visibile dall'autostrada. Proprio come il colore della Ferrari, aveva commentato Montezemolo nel 2007. Inoltre, Bergamo è una zona che la Lega considera un proprio feudo, in Lombardia, regione che sempre più sembra decisiva per il risultato elettorale.

«Le elezioni si decidono in Lombardia e noi - ha ricordato ieri il ministro Riccardi - siamo sensibili ai temi del federalismo e delle autonomie locali».«Monti - ha concluso - è un lombardo e non se ne vergogna. È un lombardo che sente i problemi del Paese e del Mezzogiorno». Chi intanto smentisce un patto post elettorale tra Monti e Bersani è Pier Ferdinando Casini. «Non c'è - afferma il leader Udc all'emittente fiorentina Italia 7 - il patto, non c'è la crostata, perché di solito si parla di patti della crostata. C'è una chiarezza cristallina del presidente Monti e di tutti noi». «Le subordinate le discuteremo il giorno dopo le elezioni. Comunque - conclude - pensare a un governo con un ministro come me e uno di fianco come Vendola mi sembra un film di fantascienza».

fa.tinaglia

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