Mercoledì 23 Gennaio 2013

San Tomè, s'ingabbia il tempio
E dalla primavera via ai restauri

Il gioiello romanico di San Tomè sta per essere ingabbiato. Prima del restauro conservativo che interesserà la copertura in lastre di ardesia e le murature interne del tiburio e della lanterna, il tempio di San Tomè sarà però oggetto di una serie di indagini preliminari per accertarne la sua integrità statica, come prescritto dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Milano.

Il progetto di restauro, finanziato dalla Fondazione Cariplo con un contributo di 201 mila euro, è opera degli architetti Cesare Rota Nodari, già presidente dell'Antenna europea del romanico, e Bruno Cassinelli. La scorsa settimana, l'aggiudicazione definitiva dei lavori. Il bando di gara ha decretato il vincitore: l'impresa Poloni di Alzano Lombardo in associazione con la Savart di Seriate, ditta specializzata in opere di restauro.

L'inizio dei lavori sarà entro primavera. Saranno cento i giorni concessi per portare a termine i restauri: entro giugno dalla chiesa romanica di San Tomè scompariranno i segni del degrado che stanno minacciando la sua conservazione. ­

Il cantiere del restauro non ostacolerà le visite al tempio, che rimarrà aperto fino ad aprile tutte le domeniche dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17, grazie all'impegno di numerosi volontari dell'associazione «Antenna Europea del Romanico» che ha sede proprio nell'ex monastero accanto al tempio.

e.roncalli

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