Mercoledì 23 Gennaio 2013

Bond della Regione garantiti dalla Grecia
Di Stefano: Un macigno per la Lombardia

Il bond da un miliardo di dollari emesso dalla Regione Lombardia nel 2002 e garantito anche da titoli di stato greci per 153 milioni, oggetto di una transazione da parte della Regione stessa, "è un macigno che abbiamo, e non sappiamo quanto la Regione abbia incassato o quanto stia perdendo".

È quanto afferma Andrea Di Stefano, economista, fondatore della lista «Etico» che sostiene Umberto Ambrosoli alla presidenza della Lombardia, a margine di un attivo regionale della Cgil.

Di Stefano ha affermato poi di essere «per il divieto alle operazione finanziarie sui derivati per la pubblica amministrazione, un divieto che c'è in Germania e che deve essere tassativo». «È evidente - ha aggiunto - che la pubblica amministrazione non può avere posizioni sui derivati aperte».

La questione dei derivati nascosti di Mps - continua Di Stefano - pone «un grave problema sul regolatore». A suo avviso «dobbiamo creare una struttura di controllo più incisiva sulle banche, una forma di pre-verifica prima della pubblicazione dei bilanci e prevedere un osservatorio modello americano, una "clearing house" sui contratti derivati obbligatoria».

«Com'è possibile - si è chiesto - che una banca quotata della dimensioni di Mps possa fare un abbellimento di finanza senza che Bankitalia e Consob riescano ad individuare prima questi episodi?». A suo avviso «questo è un elemento gravissimo che richiede una riforma molto più profonda». Riguardo alla vicenda «Alexandria», che costituisce «un'operazione ancora più grave rispetto a quelle effettuate su contratti altamente rischiosi da Mps», secondo Di Stefano «se ci fosse stata una clearing house, Mps avrebbe dovuto portare obbligatoriamente in una stanza di compensazione i derivati».

a.ceresoli

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