Giovedì 24 Gennaio 2013

Il volontariato bergamasco è d'oro
Vale oltre 89 milioni di euro

I dati sono di quelli che fanno riflettere. Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Federica Origo, docente di Economia all'Università di Bergamo, il valore economico del volontariato organizzato bergamasco ammonterebbe – se si considerano solo le organizzazioni iscritte al Registro regionale di volontariato – a quasi 50 milioni di euro, corrispondenti allo 0,15% del Prodotto interno lordo provinciale.

Se poi si stima il valore prodotto dalle organizzazioni di volontariato (Odv) non iscritte al registro e da quelle della protezione civile, si ottiene che il valore economico prodotto dal volontariato organizzato in terra orobica supera gli 89 milioni di euro, oltre un quarto di punto del Pil provinciale.

Un contributo ancora più rilevante viene poi dal volontariato spontaneo, il cui valore economico è difficile da stimare, ma secondo i ricercatori potrebbe variare tra i 70 e gli 825 milioni di euro. Continuando con i conti, sommando il volontariato spontaneo a quello organizzato della provincia di Bergamo, il valore economico complessivo risulta superiore al mezzo miliardo di euro, pari quasi a un punto e mezzo del Pil provinciale.

I numeri vanno contestualizzati ma è certo che stiamo parlando di un fenomeno ancora sottostimato. La ricerca evidenzia l'importanza del volontariato per il funzionamento delle politiche sociali locali, soprattutto in un periodo di crisi economica e di progressiva riduzione delle risorse pubbliche. Nel contesto locale le Odv producono valore, che non è solo economico ma riguarda soprattutto la sfera sociale, politica e culturale. Offrono servizi a costi più contenuti, servono fasce di popolazione difficilmente raggiunte dal mercato, creano occupazione anche per i giovani e le donne.

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a.ceresoli

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