Venerdì 01 Febbraio 2013

Consiglieri regionali e note spesa
anche un euro per feltrini al Brico

Dagli hamburger al McDonald's al sushi mangiato alla Rinascente fino alla «tagliata di aragosta». È il «percorso culinario» della consigliera regionale della Lista Pensionati, Elisabetta Fatuzzo, come emerge dalle carte dell'inchiesta della Procura di Milano sulle presunte spese «allegre» coi soldi pubblici.

Pagine e pagine di nuovi atti notificati agli ormai dimissionari esponenti dei gruppi dell'opposizione e nelle quali primeggia, anche rispetto a tutti i consiglieri già indagati di Pdl e Lega, la figura di Gianmarco Quadrini, capogruppo dell'Udc, capace, secondo i pm, di farsi rimborsare quasi 1.600 euro di «prodotti alimentari» e oltre 1.600 euro per un soggiorno alle terme di Chianciano.

Gli investigatori della Gdf, coordinati dai pm Robledo, Filippini e D'Alessio, hanno terminato di notificare le contestazioni a tutti e 29 gli indagati dei partiti della minoranza in Consiglio, in una maxi-inchiesta che ormai conta 91 esponenti di due legislature regionali accusati di peculato.

Tre i bergamaschi finiti nella nuova tranche dell'indagine: Giuseppe Benigni, ex capogruppo dei Ds che ha ricevuto soltanto un'informazione di garanzia (la sua posizione, senza elenco di spese contestate, potrebbe anche essere destinata all'archiviazione); la Fatuzzo e Valerio Bettoni, eletto con l'Udc, che hanno invece ricevuto inviti a comparire.

Alla leader regionale dei Pensionati, il cui interrogatorio è fissato per martedì prossimo, i magistrati contestano presunti rimborsi illeciti per 22.324 euro, tra il 2008 e il 2012. Tra le spese che le vengono attribuite ci sono 6 «puntate» alla Rinascente a base di sushi, che variano dai 53 euro ai 72 euro, quattro pasti al Mc Donald's nel 2009 attorno ai 15 euro l'uno, ma anche «quattro coperti» per la «tagliata di aragosta» per una spesa di 200 euro, il 27 luglio 2009 al ristorante Mediterranea.

Nell'anno in cui si sarebbe fatta rimborsare più soldi (il 2008 con 7.220 euro) la Fatuzzo, anche in qualità di presidente del gruppo in Regione, avrebbe consumato 304 euro per otto coperti al ristorante Al Tronco e 130 euro per tre menu degustazione alla trattoria Falconi. Diversi i pranzi e le cene che le vengono imputate, oltre a «19 aperitivi» nel 2009 per 114 euro al «Caffé Sforzesco» e a «22 coperti» per 630 euro alla «Trattoria il Paiolo». Nell'elenco della Fatuzzo, inoltre, compare molte volte la voce «rimborso spese forfettarie», che vanno dai 300 ai 600 euro, riferite ad altre persone, probabilmente suoi collaboratori. E poi taxi, carburante, pedaggi autostradali (da Portogruaro a Bergamo per 17 euro, ad esempio), biglietti dei mezzi pubblici milanesi e un «parcheggio a Bergamo» per 2,50 euro. Ancora «24 coperti» per 408 euro in trattoria nel giugno scorso, «caffè, spremute e croissant» e 20 euro di un prodotto che, scrivono gli investigatori, potrebbe essere «olio lubrificante auto».

I viaggi di Bettoni
A Bettoni, ex Udc e ora iscritto al gruppo Centro Popolare Lombardo e convocato davanti ai pm per lunedì prossimo, vengono contestati 4.912 euro, tra pasti (sei coperti per 240 euro all'Antico Ristorante del Moro, ad esempio), voli aerei da Bergamo a Roma e biglietti di treni. Spiccano, però, i 1.500 euro che si sarebbe fatto rimborsare per l'acquisto di «62 penne» al laboratorio gemmologico Robi. E figurano anche «3 crodino più 2 sanbitter rosso» per 23,50 euro e 110 euro di «pernottamento» al Townhouse Fontana di Trevi, il 29 marzo 2012. Circa un mese prima, invece, avrebbe speso 171 euro all'albergo Santa Chiara. In nota spese anche un euro per feltrini al Brico Center.

Il suo ex capogruppo Udc, Quadrini, infine, sembra battere tutti i record dell'inchiesta a livello di «mangiate» e spese «pazze». I magistrati gli imputano 112 mila euro di soldi pubblici «bruciati» con un elenco di questo genere: 390 euro per la «Festa sulla Neve»; 320 euro per la «anguilla marinata»; 650 euro in pasticceria; 1.772 euro di «pesce» e 2.164 euro per 11 coperti, ossia quasi 200 euro a persona. Poi spese al supermarket, carta igienica e parcella per l'avvocato. E se Luca Gaffuri, capogruppo Pd, è indagato anche per «bottiglie di vino» e «patatine fritte», il collega Giuseppe Adamoli usava i contributi pubblici per pagarsi quasi 1.500 euro di corsi di inglese. Mentre nella nota spese di Stefano Zamponi, capogruppo Idv, c'era anche il «pane».

Le reazioni
«Non sono stupita, me l'aspettavo – è il commento di Elisabetta Fatuzzo –. È chiaro che non potessero usare due pesi e due misure e che avrebbero controllato i bilanci di tutti i gruppi, anche quelli di opposizione. Mi sento comunque molto tranquilla, anche perché un avviso di garanzia non equivale a una condanna»

Sull'inchiesta è intervenuto anche Roberto Formigoni ieri a Bergamo per il via della campagna elettorale del Pdl: «Finora ci sono state tante accuse, ma sentenze ben poche. Noi siamo garantisti diciamo che le accuse vanno dimostrate, la sinistra è giustizialista. Ma ora è inciampato anche Ambrosoli. Un mese fa diceva nessun indagato in lista, ora si ritrova con le liste piene di indagati».

a.ceresoli

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