Lunedì 15 Aprile 2013

Le centrali elettriche e l'Ici
Mezzoldo «vince» 140 mila euro

Primo round vinto: il Comune di Mezzoldo incasserà da Italgen (società del gruppo Italcementi), 140 mila euro quali arretrati di Ici sulla centrale idroelettrica, dovuta per gli anni dal 2006 al 2011.

Finora il Comune dell'alta Valle Brembana riceveva ogni anno solo 1.100 euro, a fronte dei circa 25 mila che, in base al ricalcolo delle rendite catastali, avrebbe dovuto incassare.

La questione: le società elettriche (a iniziare da Enel) hanno sempre ritenuto corretto determinare il valore catastale delle centrali facendo riferimento ai soli fabbricati, in pratica l'edificio spesso ospitante il custode.

E, di conseguenza, l'Ici è sempre stata pagata solo per tali fabbricati, escludendo condotte, dighe, canali di derivazione, opere di presa, gallerie, invasi, turbine.

Finché nel 2005 la legge stabilisce definitivamente cosa debba essere considerato ai fini della rendita catastale per le centrali: ovvero calcolando quanto finora non era stato compreso degli impianti di produzione.

I Comuni sedi di centrali, canali o condotte (nell'alto Brembo praticamente tutti), coordinati per la maggior parte dal Bim, iniziano così a chiedere arretrati e rivalutazione delle quote Ici, ora Imu. In Bergamasca è Valbondione il primo, nel 2011, a ottenere un risarcimento per sei anni di un milione e 200 mila euro.

Tutto su L'Eco di Bergamo del 15 aprile

r.clemente

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