Oculista cerca la riabilitazione
I suoi legali: «Va processato»

È stato rinviato a giudizio per concussione, falso materiale e abuso d'ufficio Stefano Zenoni, l'ex primario di Oculistica dei Riuniti: a chiederlo però non è stata solo la pubblica accusa, ma anche – caso forse unico – i suoi stessi difensori.

Oculista cerca la riabilitazione I suoi legali: «Va processato»

È stato rinviato a giudizio per concussione, falso materiale e abuso d'ufficio Stefano Zenoni, l'ex primario di Oculistica dei Riuniti: a chiederlo però non è stata solo la pubblica accusa, ma anche – caso forse unico – i suoi stessi difensori, gli avvocati Pietro Biancato e Alessandro Pasta.

L'intento, chiaramente, è quello di arrivare a una pubblica riabilitazione con un processo dibattimentale a porte aperte. La decisione è arrivata ieri dal gup Alberto Viti, che ha accolto la richiesta congiunta: il professionista dovrà ora comparire davanti al Tribunale collegiale di Bergamo per l'udienza di smistamento il 4 dicembre di quest'anno.

Il gup tra l'altro ha tolto dalle accuse il reato di lesioni personali (contestato per avere, nel 2003, sottoposto un paziente a intervento di cataratta senza che fosse necessario), ritenendolo prescritto. Di parere diverso i difensori, ben decisi a ottenere un'assoluzione completa: «Valuteremo se contestare anche questa dichiarazione di prescrizione».

Nel frattempo un altro tassello si è aggiunto all'inchiesta nei confronti dell'oculista: il pm ha chiuso nei giorni scorsi un secondo filone di indagine, per i reati di concussione, truffa ai danni dello Stato e violenza privata, chiedendo anche per questi reati – connessi ai primi – il rinvio a giudizio.

La vicenda era venuta alla ribalta a febbraio del 2012, quando nei suoi confronti era stata chiesta e ottenuta la misura cautelare della sospensione dal ruolo di dirigente e del divieto di esercitare per due mesi la professione (al momento della notifica aveva però già dato da alcuni giorni le dimissioni). Gli inquirenti erano arrivati a contestare a Zenoni il fatto di aver dirottato, dopo interventi chirurgici, 13 pazienti nel suo studio privato, senza informarli del diritto ad avere una visita gratuita in ospedale (concussione): normale rapporto fiduciario, per la linea difensiva.

Per l'accusa, avrebbe sfruttato la segretaria del reparto anche per la propria attività privata (abuso d'ufficio): per la difesa sarebbe stata attività lecita, dato che poteva esercitare nella struttura anche privatamente. Il falso sarebbe invece relativo a 96 cartelle cliniche che sarebbero state alterate tra il 2008 e il 2010 da Zenoni o da suoi sottoposti (per questo la violenza privata del secondo filone).

T.T.

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