Martedì 04 Giugno 2013

Case: ora soffre anche il lusso
In vendita palazzi di Città Alta

Palazzi in Città Alta, ville con piscina, fattorie sui colli: per chi può, è il momento di acquistare. Ma chi può, non acquista. Enrico Rizzetti, titolare di un'agenzia specializzata in immobili di pregio, ammette che i tempi son duri anche per chi opera nelle fasce alte del mercato.

Si è detto a lungo che la crisi immobiliare non colpiva i ricchi.
«Si è detto. Ma chi ha, non spende. Per vari motivi, che si riducono a uno: il prezzo. In un momento di mercato fermo, c'è la tentazione di aspettare che i prezzi calino ancora di più. É comprensibile, ma non si può comperare sul morto»

Prego?
«Un conto è cercare di spuntare un prezzo conveniente, un conto è far partire la contrattazione da meno 20-25%. A quel punto anche il venditore si ferma. Ma con la compravendita di immobili, è noto, si ferma anche l'indotto. Se il problema è far ripartire l'economia, meglio che ci riassestiamo tutti su fasce di prezzo sicuramente inferiori a quelle del passato, ma accettabili. Così viviamo tutti e si riparte».

Ottimista.
«Vede alternative? La gente che desidera cambiare casa, migliorare, esiste, Ma tutti siamo bloccati dalla paura. Le case si comprano quando si ha fiducia nel futuro. È una questione psicologica prima che finanziaria».

Perché sono immobili e non sono «trasportabili»?
«Esattamente. Per il mercato che copro io, il problema non è ottenere il mutuo in banca. Il problema è non attirare l'attenzione del fisco, non mostrarsi ricchi in un momento di impoverimento generale. Poi ci sono coloro che prima investivano e ora preferiscono mantenere la liquidità per far fronte a imprevisti in azienda».

Leggi di più su L'Eco di martedì 4 giugno

m.sanfilippo

© riproduzione riservata