Domenica 30 Marzo 2014

Ammalarsi di lavoro, è allarme

137 morti il bilancio di 4 anni

Le malattie professionali sono una realtà in crescita

Fanno meno notizia delle morti bianche, ma non sono meno gravi poiché possono provocare danni permanenti e portare anche al decesso. Sono le malattie professionali che, anche nella provincia di Bergamo, ogni anno colpiscono moltissimi lavoratori. Dal 2008 al 2012 sono stati 4.837 i casi denunciati, di questi 137 hanno portato alla morte, 1.709 a invalidità permanente (89 invece gli infortuni mortali).

I dati, elaborati da Enzo Mologni della Cgil provinciale (verranno illustrati lunedì 31 marzo nel convegno «Passione politica e impegno scientifico In memoria di Piero Asperti» al liceo Mascheroni) evidenziano una serie di fenomeni: «Una diminuzione della sordità, ma una crescita delle malattie dell’apparato muscolo-scheletrico e costanza dei tumori professionali». La normativa per l’indennizzo, inoltre, necessiterebbe di migliorie «poiché - sostiene Gianpiero Cassina, consulente medico Inca-Cgil di Bergamo - l’attuale sistema di valutazione crea evidenti disparità».

«Le malattie professionali - commenta Mologni - molte delle quali con tempi di latenza lunghi, sono assenti dall’immaginario collettivo e dai media, a differenza degli infortuni che hanno un impatto mediatico forte per via delle loro conseguenze immediate». I dati dimostrano, invece, la dimensione del fenomeno: dal 2008 al 2010 sono stati denunciati nella Bergamasca 4.837 casi. Di questi 1.709 sono invalidità permanenti (35,83%), 137 decessi (a fronte di 89 infortuni mortali).

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