Ancora due donne maltrattate
I conviventi finiscono in cella

Sono finiti in carcere entrambi con l’accusa di maltrattamenti. Si tratta di due storie diverse ma simili. Per un 23enne residente a Romano di Lombardia, già agli arresti domiciliari per spaccio di stupefacenti, il fatto di aver aggredito la convivente lo ha portato dritto in cella.

Sono finiti in carcere entrambi con l’accusa di maltrattamenti. Si tratta di due storie diverse ma simili. Per un 23enne residente a Romano di Lombardia, già agli arresti domiciliari per spaccio di stupefacenti, il fatto di aver aggredito la convivente, anche lei 23enne, lo ha portato dritto in cella.

Sì, perché per il giovane originario del marocco, immigrato regolare, il fatto ha costituito un aggravante della pena già da scontare. I carabinieri di Romano lo hanno ammanettato sabato sera e lo hanno trasferito nel carcere di via Gleno.

Una storia simile arriva da Brembate, dove sempre sabato sera i carabinieri non solo hanno arrestato un trentenne tunisino per maltrattamenti in famiglia, ma lo hanno anche denunciato per inosservanza del decreto di espulsione emesso dalla Questura di Milano nel 2013. Anche lui è finito in carcere.

Deve rispondere di lesioni personali e violenza privata: tutto è avvenuto a Perugia nel 2013 quando l’uomo aveva maltrattato la convivente, una 25enne polacca.

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