Martedì 14 Gennaio 2014

Arrestato per la rapina in treno

Concessi i domiciliari ad albanese

Un computer portatile

Ha respinto tutte le accuse, negando di aver messo a segno una rapina sul treno a Verdello insieme a un complice e di aver colpito le persone intervenute con una bottiglia, come gli veniva contestato.

Interrogato in carcere dal giudice per le indagini preliminari Bianca Maria Bianchi D. G., albanese di 22 anni, si è difeso così sabato pomeriggio durante l’interrogatorio di convalida in carcere: il giudice, sciogliendo lunedì mattina la riserva sulla decisione, ha convalidato l’arresto e, tenuta in considerazione anche la giovane età dell’albanese, gli ha concesso gli arresti domiciliari.

Secondo quanto contestato il ventiduenne sarebbe entrato in azione insieme a un complice venerdì sera, alla stazione di Verdello-Dalmine, poco dopo le 20. In quel momento un ventitreenne giapponese stava viaggiando per tornare a casa, a Milano, e nel frattempo stava utilizzando un portatile MacBook Air, del valore di circa 1.500 euro: accanto a lui si era ad un certo punto seduto un uomo, probabilmente albanese, in compagnia anche del ventiduenne, seduto però a una certa distanza. Arrivati all’altezza della stazione di Verdello-Dalmine, secondo quanto ricostruito sulla base della denuncia e delle testimonianze raccolte, l’uomo aveva improvvisamente afferrato il portatile, strappandolo al giapponese e cercando di raggiungere la porta del treno: un senegalese seduto lì vicino era intervenuto in soccorso del derubato, ma a quel punto sarebbe entrato in scena il ventiduenne albanese che, con una bottiglia, avrebbe colpito il senegalese liberando il complice.

I due si erano dati alla fuga scendendo dal treno, nonostante l’intervento di altri passeggeri e del capotreno, che aveva anche fotografato col telefono uno dei fuggitivi, prima di avvertire i carabinieri. Le due vittime, vista la fuga dei rapinatori, avevano quindi raggiunto la stazione carabinieri per sporgere denuncia, e proprio lì avevano avuto la sorpresa di incontrare il ventiduenne albanese, a sua volta dai militari per denunciare una presunta aggressione contro di lui sul treno: inchiodato dalle due testimonianze, è così finito in manette per rapina e portato nel carcere di Bergamo, dove sabato è stato interrogato dal giudice. Nessuna traccia invece, almeno per ora, del suo complice, che dopo essere sceso dal treno è riuscito a far perdere le proprie tracce alle vittime e agli inquirenti: nelle sue mani, tra l’altro, è rimasto anche il bottino della rapina.

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