Lunedì 03 Marzo 2014

Associazione per delinquere

Formigoni rinviato a giudizio

Roberto Formigoni

L’ex presidente della Regione Lombardia e attuale senatore di Ncd, Roberto Formigoni, accusato di associazione per delinquere e corruzione, è stato rinviato a giudizio con altri 9 imputati tra cui l’ex assessore regionale Antonio Simone e il faccendiere Pierangelo Daccò per il caso Maugeri.

Lo ha deciso il gup di Milano Paolo Guidi.

Si aprirà il prossimo 6 maggio, davanti alla Decima Sezione Penale del Tribunale di Milano, il processo in cui figurano come imputati l’ex governatore della Lombardia e attuale senatore di Ncd Roberto Formigoni, il faccendiere Pierangelo Daccò, l’ex assessore regionale Antonio Simone e altre sette persone. Lo ha deciso oggi il gup milanese Paolo Guidi al termine dell’udienza preliminare con cui ha disposto il rinvio a giudizio per i dieci imputati per il caso Maugeri. Le accuse a vario titolo sono associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio.

Il gup Paolo Guidi, oltre a rinviare a giudizio dieci persone ha prosciolto Mario Cannata, avvocato e consulente della fondazione. Il giudice ha inoltre dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione per alcuni fatti che riguardano le false fatturazioni avvenuti prima del luglio 2006.

Le persone rinviate a giudizio sono invece, oltre a Formigoni, Daccò e Simone, l’ex direttore amministrativo della fondazione Costantino Passerino, l’ex direttore generale della Sanità Carlo Lucchina, lo storico amico dell’ex governatore nonché convivente nell’appartamento condiviso con altri «Memores domini» Alberto Perego, l’ex segretario generale della Regione Lombardia Nicola Maria Sanese e altre tre persone.

Le accuse a vario titolo sono associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio. Secondo l’accusa, Formigoni nel suo ruolo di governatore lombardo avrebbe garantito alla Maugeri «a fronte delle illecite remunerazioni, una ’protezione globalè» e si sarebbe dato da fare «affinché fossero adottati da parte della Giunta» provvedimenti ad hoc a favore della fondazione con sede a Pavia. In cambio di ciò avrebbe beneficiato di una serie di «utilità» come viaggi e vacanze ai Caraibi pagati da Daccò, così come l’utilizzo di tre yacht messi a disposizione dal faccendiere il quale gli avrebbe anche fatto un maxi sconto nell’acquisto di una villa in Sardegna. In più Formigoni avrebbe ricevuto, sempre da Daccò, anche finanziamenti per cene e convention al meeting di Cl a Rimini e, sempre secondo l’accusa, 270 mila euro cash.

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