Domenica 25 Maggio 2014

Atalanta: il Comune ci deve 1,5 milioni

La replica: «Loro non pagano l’affitto»

Lo stadio comunale di Bergamo

Si narra di tensioni andate in crescendo e riunioni di vertice per sistemare la questione in maniera bonaria. Ogni mediazione però è fallita e ora è guerra aperta, a suon di carte bollate, fra l’Atalanta e il Comune di Bergamo.

La società nerazzurra ha intentato una causa civile a Palazzo Frizzoni, chiedendo la restituzione di oltre un milione e mezzo di euro per asseriti interventi di «adeguamento» e «manutenzione straordinaria», eseguiti dalla gestione Percassi allo stadio Atleti azzurri d’Italia. Il proprietario dell’impianto è il Comune e perciò, secondo l’Atalanta, come ad ogni buon padrone di casa spetterebbe all’ente mettere mano al portafogli, per lavori che esulano dall’ordinario.

Per Palazzo Frizzoni è invece l’Atalanta ad essere in difetto. Primo, perché le opere dovevano prima essere autorizzate dall’Amministrazione. Secondo, perché la società è indietro con l’affitto dello stadio: pare che nelle casse comunali manchi l’intero canone di quest’anno (si parla di 330 mila euro). Da qui la decisione della giunta comunale di dare mandato al sindaco di resistere in giudizio.

L’Atalanta ha presentato un conto salato: un milione e 571 mila euro, di cui 665 mila euro per lavori e il resto per interessi e danni. Richieste infondate, per il Comune: «Il contratto di concessione – si legge nella delibera della giunta – prevedeva la preventiva autorizzazione degli interventi e non risulta pervenuta all’ufficio competente alcuna richiesta di eseguire i lavori». Non solo: «Non possono essere riconosciute spese affrontate dall’Atalanta per adempimenti ai propri contratti o per un suo più proficuo sfruttamento dello stadio (ad esempio per spazi pubblicitari e diritti tv)».

Il sindaco uscente, Franco Tentorio, che ha seguito da vicino la vicenda negli ultimi mesi, ieri ha preferito non commentare. Dal Comune però hanno rincarato la dose: «Abbiamo speso oltre 500 mila euro per sistemare lo stadio. Alla società è stato più volte detto, anche per iscritto, che se avessero voluto procedere ad altri lavori l’avrebbero fatto a loro spese. E poi, anche qualora il Comune venisse condannato a pagare, avrebbe il diritto di rivedere al rialzo il canone d’affitto».

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