Sabato 22 Febbraio 2014

Authority e Gdf 4 giorni nella sede

Uniacque nel mirino degli ispettori

La sede di Uniacque

Hanno passato al setaccio bilanci, dati, contratti. Una montagna di carta e documentazione, tutta raccolta in un cd.

Nel mirino le tariffe dell’acqua applicate per il biennio 2012-2013, meglio la correttezza dei criteri utilizzati da Uniacque, il gestore del servizio idrico per definire i ritocchi che sono poi scattati dal 1° gennaio 2014.

Ovvero quell’aumento, da 0,95 a 1,077 al metro cubo d’acqua, con effetto retroattivo al 2013 (ma guai a parlare di retroattivo perché si ragiona «di due anni in due anni», spiegano gli addetti ai lavori) che ha sollevato un bel polverone con annesse proteste da parte di una fetta di sindaci bergamaschi.

Uniacque è stata una delle tre società italiane (per ora) sottoposte alle verifiche ispettive da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che ha la competenza anche sui servizi idrici. Gli ispettori dell’Authority, accompagnati dai finanzieri del Nucleo speciale Tutela mercati, sono stati da martedì e fino a venerdì, tardo pomeriggio, nella sede dell’azienda a Ghisalba. Scelta casuale? La deliberazione 29/2014 dell’Autorità parla di «tre ispezioni presso gestori individuati in base alla dimensione e alla distribuzione sul territorio nazionale e in relazione a incongruenze nei dati dichiarati all’Autorità». Le verifiche serviranno – annunciava l’Authority in un comunicato – ad accertare la correttezza dei dati, ma anche il rispetto dei criteri e delle procedure stabilite dall’Autorità per il calcolo delle tariffe, l’efficienza del servizio. «Allo stato attuale non ci sono state mosse contestazioni, ma non è detto che non capiti nelle prossime settimane. Vedremo se ci faranno qualche rilievo», replica Antonio Pezzotta, amministratore delegato di Uniacque.

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