Giovedì 19 Giugno 2014

Bossetti: è già battaglia sul dna

«Un indizio». «No, non mente»

Luciano Garofano
(Foto by Colleoni)

«La prova del dna non è detto che sia schiacciante: è un indizio». L’avvocato Giulia Bongiorno non legge nei risultati di laboratorio una verità assoluta, in grado da sola di dare un volto all’assassino di Yara senza l’ombra del dubbio. La legale ribadisce la necessità di garantismo, ricordando di essere rimasta sgomenta nel momento in cui ha «sentito il ministro Alfano dire che avevano individuato l’assassino».

«Il dna non mente» secondo invece il generale Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma, che non ha alcun dubbio sulla validità della prova scientifica, rimarcando anzi la necessità di costruire una banca dati nazionale del dna.

Garofano, intervistato da Bergamo Tv, ha commentato la notizia dell’individuazione del presunto killer di Yara Gambirasio. «Credo di essere stato uno dei pochi che ha esibito ottimismo in questa indagine – ha esordito – perché sono stato protagonista di altre indagini simili».

Esperienze (si è occupato e lo fa ancora di complessi casi di omicidio) che lo hanno portato a nutrire una profonda fiducia nelle forze dell’ordine, nell’autorità giudiziaria e «soprattutto a credere al dna che, ieri come oggi, rappresenta un punto di svolta in moltissime indagini».

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