Mercoledì 26 Febbraio 2014

Carnevale e code in Val Brembana

Il sindaco: «La sfilata non c’entra»

La sfilata di Carnevale a San Giovanni Bianco
(Foto by Andreato Foto)

«In merito alle polemiche relative alle code in Valle Brembana verificatesi domenica 24.02.2014 e secondo alcuni lettori riconducibili alla sfilata di Carnevale di San Giovanni Bianco, vorrei chiarire che la reale causa non è stata la manifestazione svoltasi sul territorio di San Giovanni Bianco».

Lo scrive il sindaco di San Giovanni Bianco, Marco Milesi, in risposta al lettore che nell’edizione on line di ieri si era civilmente lamentato del fatto che la manifestazione carnevalesca tenutasi domenica nella cittadina brembana aveva pesantemente contribuito a creare lungo code lungo la strada.

«Per tutto il tempo necessario allo svolgimento della sfilata lungo le vie centrali, ossia tra le 14.35 e le 14.55 - sottolinea ancora il sindaco di san Giovanni Bianco -, il traffico verso il fondo valle è stato deviato su strada alternativa, senza interrompere il flusso di veicoli. Quindi la sfilata non ha inficiato sul deflusso dei veicoli verso il fondovalle».

«Il massiccio afflusso di turisti verso la Valle, grazie anche alla giornata metereologicamente perfetta, ha fatto si che al ritorno si formassero le code, anche successive all’orario della sfilata e che hanno interessato anche paesi a valle dell’abitato di San Giovanni Bianco, dimostrazione che la causa non è stata la sfilata».

«Per quanto riguarda la manifestazione legata al carnevale - prosegue Milesi - , ho avuto il piacere di rilevare una grande partecipazione e un successo per la manifestazione organizzata a San Giovanni Bianco. Tale manifestazione ha visto protagonisti gli stessi Sangiovannesi che magari quotidianamente per esigenze di lavoro subiscono la coda, sia scendendo che risalendo la sera la valle. Inviterei quindi cortesemente ad evitare polemiche riconducendole a cause non corrette, in particolare al fatto che per uno o due giorni all’anno i Sangiovannesi tornano a viver in pieno il loro paese, ma sempre nel rispetto di tutti coloro che vogliono godere dei tesori della nostra valle».

«La montagna - conclude il sindaco Milesi - può vivere di turismo,ma pure gli abitanti della montagna hanno il diritto di poter vivere la montagna».

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