Caso camici, Fontana indagato. C’è anche l’accusa di autoriciclaggio

Due nuovi reati sono stati ipotizzati dalla Procura di Milano nei confronti del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, già indagato per frode in pubbliche forniture nel cosiddetto Caso camici.

Il governatore risulta iscritto anche per autoriciclaggio e false dichiarazioni nella voluntary disclosure nella tranche dell’indagine relativa ai 5,3 milioni di euro depositati su un conto svizzero, a suo dire frutto di una eredità, ma sul quale è stata avviata una rogatoria.

La Procura di Milano ha inoltrato oggi alle autorità svizzere una rogatoria per «completare la documentazione allegata alla domanda di voluntary disclosure» presentata «dall’avvocato Attilio Fontana», presidente della Lombardia, per «approfondire alcuni movimenti finanziari». Lo comunica il procuratore Francesco Greco chiarendo che la difesa del governatore si è «oggi dichiarata disponibile a fornire ogni chiarimento» anche con produzione di documenti o «presentazione spontanea dell’assistito». Al centro della tranche di indagine emersa col Caso camici ci sono i 5,3 milioni di euro su un conto svizzero.

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