Lunedì 16 Giugno 2014

Che salasso passare da Imu a Tasi

Uil: «Palafrizzoni apra al confronto»

«Palafrizzoni deve aprire un confronto con le organizzazioni sindacali, per rendere meno iniqua la manovra». L’invito a Giorgio Gori sulla Tasi arriva da Marco Cicerone, segretario generale della Uil.

«Come emerge dai numeri, la Tasi incide in maniera non indifferente sugli immobili in classe A/3», spiega. Nel dettaglio: per una prima casa accatastata in A/3, con rendita catastale di 450 euro abitata da una famiglia con reddito Isee di 10 mila euro, con lìImu 2012 si pagava 102,40 euro, con la Tasi 181,92. Questo nel caso di assenza di figli: al netto fanno 79,52 euro in più. Nel caso ci sia un figlio, la musica non cambia: da 52,40 a 131,92. Sempre 79,52 euro in più nel passaggio da Imu a Tasi.

Se invece la prima casa è accatastata in A2 con una rendita catastale di 750 euro e un reddito Isee di 16 mila euro, le cifre variano, ma comunque sempre in aumento. Dai 304 euro dell’Imu 2012 ai 343,20 della Tasi per una famiglia senza figli: da 254 a 293,20 se c’è un figlio. Fanno sempre 39,20 euro in più, rileva la Uil.

«Da ricordare, comunque, che l’imposta per il Comune di Bergamo prevede anche il concorso dell’inquilino nella misura del 10% dell’importo. Il restante 90% è a carico del proprietario dell’immobile. Viste le scelte della precedente amministrazione e in attesa della legittimazione o meno del rinvio del pagamento della Tasi al prossimo mese di ottobre, sarebbe opportuno – conclude Cicerone, – aprire un confronto tra la nuova amministrazione e le organizzazioni sindacali per tentare di rendere meno iniqua la

manovra»

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