Mercoledì 08 Gennaio 2014

«Ciao bbello»: tanti ragazzi

ai funerali del professor Deana

Lo striscione preparato dai ragazzi di Gandino per il compianto professor Deana

«Ciao bbello», tanti ragazzi per l‘addio al professor Deana.

Familiari, colleghi, ma anche tanti, tanti ragazzi. C’erano gli alunni che tanto amava ai funerali ad Albino di Fausto Deana, il cinquantacinquenne docente delle scuola media di Gandino morto domenica per un male incurabile.

Il corteo funebre si è formato davanti alla chiesetta di S.Anna, dirigendosi successivamente verso la parrocchiale. Il rito è stato presieduto da don Patrizio Rota Scalabrini, delegato diocesano per l’ecumenismo ed assistente del gruppo «Rinnovamento nello Spirito», di cui Deana faceva parte, che ha animato i canti.

Sull’altare c’erano anche il parroco di Albino, don Giuseppe Locatelli, il curato di Gandino (e collega di Deana) don Alessandro Angioletti e due frati cappuccini. Uno di loro, padre Claudio Todeschini, ha ricordato nell’omelia l’esempio di fede lasciato dal docente anche nella malattia.

«Grazie Signore per il tuo servo Fausto - ha detto padre Claudio -, oggi lui scompare per lasciare apparire Te». A dar conforto alla madre, alla moglie Maria, alle figlie Alessia e Laura, c’erano come detto tanti ragazzi. Innanzitutto quelli delle classi prime, con cui Deana aveva iniziato l’anno scolastico a Gandino, accusando poi un grave malore in classe ad ottobre, che aveva rivelato il triste epilogo della malattia.

Gli alunni che con lui, giusto lo scorso giugno, avevano concluso gli esami di terza media hanno espresso il loro grazie attraverso uno striscione esposto all’esterno della chiesa. Era siglato con un «Ciao bbello», il saluto carico di entusiasmo che il docente riservava ai suoi ragazzi, con l’inconfondibile accento della natia Calabria. Alla fine del rito hanno preso la parola amici, studenti, la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Gandino Marisa Picinali e don Angioletti.

«Prima di essere professore - ha detto il curato - è stato innanzitutto alunno. Allievo di vita, perchè ciò che era scritto sui libri, fra equazioni e radici quadrate, Fausto l’ha integrato con tutto se stesso, mettendosi alla scuola di un Maestro speciale, che gli ha dato una speranza incrollabile». «Lascia a tutti - ha aggiunto rivolgendosi ai ragazzi - la testimonianza che la vita è un dono. Capacità e abilità non vanno sotterrate, ma impiegate al meglio, per realizzare veramente quei sogni che Dio ha per noi e, attraverso noi, per l’umanità”. Dopo il rito la salma è partita alla volta della Calabria, dove sarà tumulata nel paese natale».

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