Giovedì 04 Ottobre 2012

Città Alta: in P. Dipinta e alla Fara
i parcheggi affondano nei ritardi

All'assessorato all'Edilizia privata di Palazzo Frizzoni, il progetto per il parcheggio sotterraneo di via Porta Dipinta è già arrivato tre volte. Una bella patata bollente, visti i precedenti. Non tanto i suoi, dato che l'autorimessa di fronte a Palazzo Moroni nonostante il lungo iter per il momento è ancora sulla carta, ma quelli del vicino silo sotto l'ex parco faunistico bloccato «per frana» ormai da quattro anni.

Il timore, nonostante la fame di box in zona sia tanta, è che anche qui possa capitare la stessa cosa. E cioè che a forza di scavare succeda il patatrac. L'area in questione confina, infatti, con lo storico palazzo Valenti da un lato e un edificio della parrocchia dall'altro.

Timori infondati secondo Leonardo Togni, autore del progetto presentato dalla Seventeen Srl. Il silo verrebbe infatti realizzato con una galleria ovvero con una tecnica di scavo molto più sicura rispetto a quella a cielo aperto. Il risultato dovrebbe essere un parcheggio di quattro piani interrati con ingresso dal viale delle Mura e una capienza di 74 posti auto in 40 autorimesse.

La pratica è comunque negli uffici di Palafrizzoni e per andare in porto dovrà superare il duplice vaglio della commissione paesaggio, ma soprattutto della Soprintendenza ai beni architettonici che, rispetto a questo intervento, non ha mai nascosto qualche decisa perplessità.

Intanto, dopo la frana, il pantano. Nonostante le rassicurazioni di Palafrizzoni è ancora tutto fermo alla Fara. Il parcheggio sotto l'ex parco faunistico si affanna ormai da quattro anni in un groviglio dove agli ostacoli progettuali per la messa in sicurezza si sono via via sommati problemi economici (con extracosti per 3 milioni) e guai giudiziari legati all'inchiesta che ha coinvolto l'impresa Locatelli, parte della compagine sociale di Bergamo parcheggi, la società con cui il Comune ha firmato la convezione riguardante lo stesso silo.

Il silo non verrà comunque inaugurato prima del 2014, il ché vorrà dire che l'opera festeggerà tranquillamente il suo primo decennio di gestazione. 

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a.ceresoli

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