Coltivazioni di mais a rischio I campi della pianura hanno sete

Coltivazioni di mais a rischio
I campi della pianura hanno sete

Scoppia l’emergenza siccità nella Bergamasca, nella zona pianeggiante compresa fra Bergamo e Verdello.

Un’emergenza, causata dalla prolungata mancanza di precipitazioni e dalle altissime temperature degli ultimi giorni, che sta riguardando soprattutto il comprensorio del fiume Serio: qui la carenza d’acqua sta mettendo in difficoltà l’irrigazione di 7 mila ettari di terreno agricolo.

Della questione si è parlato mercoledì 8 luglio durante una conferenza dei servizi convocata d’urgenza in Prefettura: erano presenti il prefetto Francesca Ferrandino, la Regione, la Provincia, Uniacque, i rappresentanti di società elettriche, Enel e Italgen, che gestiscono a monte del Serio e del Brembo bacini idrici per la produzione di energia idroelettrica e il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca.

Lo scenario desolante del Serio

Lo scenario desolante del Serio
(Foto by Luca Cesni)

Obiettivo principale della conferenza trovare una soluzione alla carenza d’acqua nel comprensorio del Serio che sta mettendo in grande difficoltà soprattutto la coltivazione di mais proprio nel suo momento più delicato ossia la maturazione della pannocchia. Questa soluzione, secondo il consorzio di bonifica presente con il suo presidente Franco Gatti, non può che essere una deroga al Dmv (Deflusso minimo vitale). Per intendersi, parte dell’acqua del Serio viene derivata a scopi irrigui grazie a dei bacini creati dagli sbarramenti che si trovano lungo il suo corso (dalla Valbondione ad Albino sono una quindicina).

In grandissima sofferenza la coltivazione di mais

In grandissima sofferenza la coltivazione di mais
(Foto by Luca Cesni)

Una parte invece, per legge, deve essere rilasciata a valle di questi sbarramenti a tutela dell’ecosistema del fiume. La richiesta del consorzio è che il 50% di questo Dmv non venga più rilasciato a valle, bensì utilizzato per scopi irrigui.


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola giovedì 9 luglio 2015

© RIPRODUZIONE RISERVATA