Giovedì 07 Agosto 2014

Commando di 12 uomini armati:

Vanessa e Greta rapite con un blitz

Greta Ramelli (a sinistra) e la bergamasca Vanessa Marzullo (a destra) in una manifestazione a Milano: l’immagine è tratta da Facebook

Sapevano chi andare a prendere - dove, come e quando - e lo hanno fatto in maniera ben organizzata, con dodici uomini armati che hanno fatto irruzione nella struttura di Aleppo e che, nel giro di una manciata di minuti, hanno portato via con la forza la bergamasca Vanessa Marzullo e la sua amica cooperatrice Greta Ramelli. E, con loro, anche i due uomini della scorta, che i rapitori hanno però rilasciato praticamente subito.

Un blitz che - secondo chi sta indagando anche dall’Italia per riportare a casa le due giovani operatrici lombarde - ha visto in azione un gruppo non certo improvvisato e, anzi, ben strutturato. Anche se il vero problema resta capire quale sia lo scopo del sequestro: essendo passata già una settimana e non essendosi ancora fatti vivi i rapitori, l’Unità di crisi della Farnesina e i servizi segreti italiani stanno procedendo con i piedi di piombo e la delicatezza, oltre che la riservatezza, necessaria in un caso del genere.

Già da diversi giorni il governo italiano era informato della scomparsa di Vanessa e Greta, ma la notizia era stata tenuta riservata in attesa di capire le circostanze della sparizione. Da lunedì alla Farnesina era ormai però chiaro che si trattasse di un rapimento, visto che le notizie giunte attraverso l’intelligence direttamente dalla Siria avevano nel frattempo confermato la dinamica dei fatti. Vale a dire l’irruzione, nel cuore della notte tra giovedì e venerdì scorsi, del commando armato nella casa dove alloggiavano le due giovani lombarde.

In queste ore all’Unità di crisi della Farnesina il lavoro è febbrile: la zona di Aleppo, città devastata dai bombardamenti, è infatti tra le più colpite in questa sanguinosa guerra civile siriana. Come mai, in questo contesto, sono state prelevate proprio le due giovani? È un sequestro a scopo estorsivo? Perché allora nessuno si è ancora fatto vivo per chiedere un riscatto? E perché nessuno ha ancora rivendicato il rapimento?

Leggi le quattro pagine dedicate all’argomento su L’Eco di Bergamo del 7 agosto

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