Sabato 15 Marzo 2014

Comune, 1,2 milioni di A2A

Ma sono già praticamente spesi

A2A, la sede di Bergamo

«Fatti due calcoli sono circa 1 milione 254 mila euro»: Enrico Facoetti, assessore al Bilancio, fa di conto dopo l’annuncio dei dividendi 2013 di A2A, la multiutility detenuta all’1,4% da Palafrizzoni.

«Abbiamo venduto oltre 4 milioni di azioni rispetto all’anno scorso»: il che porta il totale nel portafoglio del Comune a oltre 38 milioni. Considerato che il dividendo proposto da A2A è di 0,033 euro ad azione, per Palafrizzoni fanno oltre 1,2 milioni di euro. «Praticamente già spesi: sono fondamentali per il nostro bilancio», prosegue Facoetti.

Una cifra «comunque in crescita rispetto ai dividendi del bilancio precedente, poco più di un milione e 100 mila euro». E pur in presenza di un numero di azioni inferiore. Il perché è presto detto: il dividendo ad azione del bilancio 2012 era di 0,026 euro e quello dell’esercizio precedente addirittura di 0,013. Rispetto al consuntivo 2012 «il dividendo è del 27% in più» fanno sapere da A2A. Che, spalmato su tutti i soci, fa 102,5 milioni di euro, con i Comuni di Milano e Brescia che fanno la parte del leone, portando a casa qualcosa come 28,6 e 28,4 milioni di euro. Del resto detengono rispettivamente 866 e 860 milioni di azioni.

«Certo, 1,2 milioni di dividendi sono meglio di niente, ma è davvero poco rispetto ai 5-6 milioni degli anni d’oro», spiega Facoetti. Un risultato frutto della progressiva cessione da parte di Palafrizzoni di quote della multiutility, unitamente a saliscendi furiosi del titolo in Borsa e ad una diversa politica sulla distribuzione dei dividendi che via via ha avuto la meglio nella gestione della società, nata nel 2008 dalla fusione tra la milanese Aem e la bresciana Asm.

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