Lunedì 16 Dicembre 2013

Dopo la pensione tanto volontariato

L’ex tipografo stroncato da malore

Roberto Novali

A volte, scherzando, diceva che lavorava di più adesso in pensione che quando era all’Eco. Del resto era sempre impegnato nel volontariato. Problemi di salute non ne aveva: solo la pressione un po’ alta. E ogni tanto diceva: “só stöff” (sono stufo, ndr.), ma non era vero. Si è sempre dato da fare, sul lavoro e in pensione».

Valeria Novali cerca di farsi forza, ma nessuno, fino a qualche ora prima dell’incidente, si aspettava ciò che il destino aveva in serbo per suo papà Roberto. «A pranzo era felicissimo e tranquillo – aggiunge Valeria –, come ogni volta che andava a Salsomaggiore a trovare mia sorella Elena. Amava le sue nipotine. Lasciata là mia mamma, come accadeva quando aveva impegni a Verdellino, si è rimesso in auto. Probabilmente si è sentito male: una cosa improvvisa, evidentemente, perché a tavola non aveva dato alcun segno di malessere».

Nato il 5 maggio del 1946, Novali era entrato giovanissimo nell’attuale Sesaab e per 35 anni ha lavorato all’impaginazione del nostro giornale. Andato in pensione, si era dedicato al volontariato. A Verdellino era uno dei referenti dell’associazione Anteas, acronimo di «Associazione nazionale tutte le età attive per la solidarietà», e si occupava in particolare della gestione del Centro d’incontro inaugurato nell’aprile del 2009 in via Madonna dell’Olmo. Uno spazio per attività di natura socioassistenziale e culturale dedicate esclusivamente agli anziani.

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