E i legali ripresentano l’istanza
per la scarcerazione del carpentiere

Dopo il mezzo scivolone dei giorni scorsi, i legali di Massimo Bossetti, il carpentiere di Mapello in cella da quasi 3 mesi, hanno ripresentato l’istanza di scarcerazione. Notificandola questa volta anche ai legali della parte offesa.

E i legali ripresentano l’istanza per la scarcerazione del carpentiere
Massimo Giuseppe Bossetti in un'immagine tratta da Facebook.

Dopo il mezzo scivolone dei giorni scorsi, nella mattinata di venerdì 12 settembre, Claudio Salvagni e Silvia Gazzetti i legali di Massimo Bossetti hanno ripresentato l’istanza di scarcerazione del loro assistito. Notificandola questa volta anche ai legali della parte offesa, come previsto da una modifica introdotta nel 2013 all’articolo 299 del codice di procedura penale. Bossetti è in isolamento da quasi tre mesi, accusato del delitto di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra scomparsa nel novembre 2010.

L’istanza era già stata presentata mercoledì 10 settembre, ma il gip Ezia Maccora l’aveva dichiarata inammissibile il giorno successivo in quanto viziata da un difetto di procedura: la mancata notificazione ai legali della controparte, appunto, che ora hanno 2 giorni di tempo per presentare eventualmente delle proprie memorie.

L’istanza di scarcerazione è stata presentata ad Ezia Maccora, lo stesso gip che lo scorso 19 giugno aveva ravvisato la necessità di custodia cautelare in carcere ravvisando gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione del reato. Mercoledì 10, in occasione del primo deposito dell’istanza , i legali di Bossetti avevano rilevato come, a loro dire, da una rilettura critica degli aspetti contenuti nell’ordinanza non sussistessero gravi indizi di colpevolezza. Avevano nel contempo annunciato la loro intenzione di chiedere un nuovo prelievo di dna dai leggins e dagli slip di Yara.

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