Domenica 17 Agosto 2014

È l’estate dei selfie sotto l’ombrellone

Il Garante: occhio al Web

Michelle Hunziker in spiaggia manda un selfie; due «veterani» del selfie: Belen Rodriguez e Stefano De Martino

Scatti, autoscatti, sorrisi, smorfie, paesaggi, i nostri amici a quattro zampe: la mania di sentirsi vip per gioco, sotto una pioggia di flash, per poi vedere la propria immagine circolare in Rete, con più visibilità, spesso, delle copertine dei rotocalchi, e raccogliere apprezzamenti attraverso il numero di «Mi piace» di Facebook, contagia proprio tutti in Italia, non solo gli adolescenti. E l’estate, complice il tempo libero e la diffusione degli smartphone, i cellulari «intelligenti» che più che per telefonare servono a tutto il resto, moltiplica il numero delle foto pubblicate sui profili social e amplifica a colpi di «Like» la risonanza di un fotoritratto in costume in riva al mare o col maglioncino sulle vette più alte. Parliamo di selfie, l’autoscatto di una volta, che ha cambiato nome per adeguarsi allo slang anglista dei social network, Facebook, Twitter, Instagram, le nuove piazze virtuali dove tutti lavano, senza farsi troppi problemi né troppe domande, anche i panni sporchi della propria vita privata. Senza filtri. E, spesso, senza regole.

Al punto che anche il Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, si è sentito in dovere di intervenire sull’argomento della privacy sotto l’ombrellone e nelle reti sociali, con due guide disponibili sul sito www.garanteprivacy.it, perché, in particolare, selfie e riservatezza non vanno troppo d’accordo, soprattutto in vacanza. La prima considerazione dell’Autorità è che il web «non è il Far West», ma soggiace alle norme che regolano la civile convivenza e, soprattutto, che «non esiste, più una separazione tra la vita on line e quella off line. Quello che scrivi e le immagini che pubblichi sui social network hanno quasi sempre un riflesso diretto sulla tua vita di tutti i giorni ed è bene ricordare che l’effetto può non essere necessariamente immediato».

Si raccomanda prudenza, poi, anche nell’uso del wi-fi gratuito offerto dai locali pubblici e dagli stabilimenti balneari, sulle app che si scaricano, sul geolocalizzatore che indica il luogo dal quale si pubblicano, anzi postano, messaggi e può mettere sulla buona strada i topi di appartamento.

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