Sabato 25 Gennaio 2014

Furti e aggressioni sui treni

Cronache di ordinarie follìe

«Mi dispiace dirlo, ma sul treno si vedono continuamente persone poco raccomandabili, extracomunitari ma non solo. Per questo motivo cerco di non rimanere mai da sola in una carrozza. Fortunatamente, comunque, a me fino ad ora non è mai successo nulla».

Mentre pronuncia queste parole Diana Tedoldi, 39 anni di Treviglio, si trova in viaggio sulla linea ferroviaria Bergamo-Treviglio. Una linea salita in questi giorni, insieme a quella Milano-Bergamo, agli onori della cronaca: non per i già tanto dibattuti problemi di ritardo o pulizia dei treni; bensì per quello della sicurezza che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti.

Solo mercoledì all’altezza della stazione di Pioltello- Limito a una donna è stato strappato di mano il pc portatile; a quella di Arcene invece si è verificata una rapina: una pendolare è stata sorpresa alle spalle da un malvivente che le ha puntato qualcosa «di freddo», come l’ha definito lei, al collo per poi portarle via il cellulare che teneva in mano.

Questi sono solo gli ultimi di una serie di episodi delinquenziali che hanno avuto come teatro i vagoni dei treni: a essere presi di mira sono sempre pendolari con in mano smartphone, pc portatili o tablet. Fra di loro, come abbiamo potuto constatare viaggiandoci insieme, il senso di paura inizia quindi a crescere: «E pensare che fino ad ora ho sempre considerato sicuro viaggiare sul treno – sostiene Valentina Pulici, 34 anni di Fara d’Adda proprio mentre sta utilizzando il suo iPad –. Chiaro, però, che tutto quello che si è verificato nei giorni scorsi mi sta facendo cambiare idea. Bisognerà iniziare a prestare attenzione a tutto».

Chi già si comportava in questo modo è Emna Slama, 23 anni, di Sarnico, ma di nazionalità tunisina: da anni si sposta per motivi di lavoro lungo la linea Bergamo-Milano: «Quando sono sul treno – sostiene – tengo sempre tutto nella borsa e quanto sta accadendo in questi giorni è la dimostrazione che ho sempre fatto bene. Sto anche sempre attenta a chi entra nelle carrozza dove siedo e come mi guarda. Se sento che c’è qualcosa che non va mi sposto. Forse sono precauzioni eccessive, ma mi sento più tranquilla così».

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