Lunedì 27 Gennaio 2014

Gamba, terza intimidazione

È costretto a cambiare casa

Una delle numerose telecamere attorno al Ricamificio Pezzoli
(Foto by Fronzi)

Non c’è pace per Gianfranco Gamba, l’imprenditore di Gazzaniga coinvolto nel caso dell’ex bancario-sindaco Benvenuto Morandi. Dopo l’attentato incendiario nel lo chalet di famiglia sul Monte Bò a Cene e il rogo alla Stamperia Valseriana di Albino, Gamba è finito di nuovo agli onori delle cronache per un ordigno fatto esplodere nella sua villa di Gazzaniga, nella serata di martedì scorso.

Sull’episodio, grave e inquietante anche se fortunatamente senza grossi danni, vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti, i carabinieri di Clusone e i sostituti procuratori Maria Cristina Rota e Carmen Santoro, che indagano sul presunto ammanco di 30 milioni di euro dai conti dei vecchi clienti di Morandi alla Banca Intesa Sanpaolo Private Banking di Fiorano (da cui è stato licenziato).

Il dipendente di una ditta che sorge al di là della strada provinciale, di fronte all’abitazione dei Gamba-Pezzoli, ha detto di aver sentito, verso le 19,20 di martedì, un botto fragoroso simile a quello di un petardo o di una bomba carta.

Che si sia trattato di un’azione intimidatoria e non di un attentato volto a fare danni - o peggio, ferire qualcuno - lo dimostra il fatto che l’ordigno esplosivo è stato lanciato nel cortile dell’abitazione e non ha provocato danni materiali alla struttura, tali da far intervenire i vigili del fuoco che hanno la sede proprio confinante con la proprietà Gamba-Pezzoli.

I carabinieri della Compagnia di Clusone stanno indagando sull’episodio anche attraverso le riprese delle telecamere che, recentemente, sono state installate lungo tutto il perimetro dello stabile proprio per ragioni di sicurezza. Ancora non è dato sapere se dalle immagini si sia riusciti a risalire a una persona o un’auto che martedì sera si è avvicinata alla casa di Gamba. È comunque un episodio inquietante che ha spinto la famiglia a trasferirsi momentaneamente altrove.

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