Mercoledì 28 Maggio 2014

Giro, che passione. Ma non per tutti

«Io bloccato: non potevo rincasare»

Giro d’Italia, iò passaggio del gruppo ad Osio Sotto
(Foto by Zanetti Foto)

Tantissimi appassionati hanno colto la palla al balzo e ne hanno approfittato per vedere i campioni all’opera. Un po’ in tutta la Bergamasca si sono assiepati ai bordi delle strade per salutare il passaggio del Giro d’Italia col solito entusiasmo. Ma non tutti sono d’accordo.

È il caso del nostro lettore Sergio, che ci ha spedito una lettera per segnalare di essere rimasto bloccato a lungo nella zona di Osio Sotto mentre tentava di rientrare a casa. Doveva solo attraversare la statale, e poi proseguire dall’altra parte.

Invece no. Ha dovuto aspettare, aspettare e aspettare ancora. Come scrive nella sua email, «anche se non c’era nessuno che arrivava».

Mentre gli appassionati di ciclismo si aspettano legittimamente qualcosa di più - una tappa tutta bergamasca nel Giro d’Italia del 2015 - resta il dubbio se un po’ di elasticità in più in questi casi non sia possibile. Da entrambe le parti.

Ecco la lettera di Sergio

«Non vorrei sembrare lamentoso - ci scrive un nostro lettore da Osio Sotto -, ma è mai possibile che per il Giro d’Italia si debba bloccare la circolazione stradale per ore? Premetto che non seguendo il ciclismo non sapevo niente del Giro.

Ma è mai possibile impedire alla gente di andare a casa o al lavoro? Com’è possibile proibire di attraversare una strada statale per ore e vietare alla gente di rientrare nella propria abitazione?

Ma se non c’è nessuno che arriva, perché non si può attraversare la strada? Capisco se stanno arrivando i ciclisti e ti fermano per un paio di minuti, ma attraversare la strada se non arriva nessuno e bloccare tutto, che senso ha?».

Sergio T.

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