Martedì 25 Maggio 2010

I due amici annegati in Versilia
mercoledì pomeriggio i funerali

Saranno celebrati mercoledì pomeriggio, alle 15.30, nella chiesa di Sorisole i funerali di Giuseppe Gotti, 38 anni, e Sebastian Baggi, 29 anni, i due cugini di Sorisole morti domenica pomeriggio a Lido di Camaiore.

La tragedia ha gettato in un dolore infinito le famiglie dei due giovani e un intero paese. «Giovedì sera, quando è uscito di casa attorno alle 22,20, mi ha detto semplicemente "Ciao mamma". Poi l'ho risentito al telefono sabato e mi ha chiesto come stavo. "A breve torno, non so bene quando", mi ha detto. Non l'ho più visto». Seduta al tavolo della cucina di via Comunelli a Sorisole, Marilena Magitteri stenta a credere che suo figlio Giuseppe Gotti non tornerà più a casa.

«Mi hanno avvisato questa mattina il parroco e mia sorella di quello che era accaduto – racconta fumando una sigaretta –, ma già domenica sera avevo avuto uno strano presentimento: non riuscivo ad addormentarmi, c'era qualcosa che non andava. Su quello che è successo sappiamo poco: probabilmente hanno avuto un malore. Prima Sebastian si dev'essere sentito male, poi mio figlio si è buttato in acqua per soccorrerlo ed è stato male anche lui».

Il legame tra le famiglie di Giuseppe Gotti e di Sebastian Baggi, tra loro cugini di secondo grado, è molto stretto. Giuseppe abitava al numero 2 di via Comunelli, poco fuori dal centro del paese, mentre Sebastian viveva nella stessa strada, qualche centinaia di metri più avanti, verso la collina, oltre alcuni tornanti. La zona è molto tranquilla e da qui la città, ma anche il centro di Sorisole, sembrano molto lontani. Giuseppe aveva una grande passione per la pesca e, quando poteva, girava nei laghetti della provincia a pescare.

«Amava anche la caccia – ricorda mamma Marilena –. Era una persona davvero molto in gamba e lo dimostra il fatto che non si è tirato indietro per tentare di soccorrere Sebastian. Tranne una parentesi alla Reggiani di Bergamo diversi anni fa, Giuseppe ha sempre lavorato come muratore per varie imprese».

Amava il suo lavoro proprio come il cugino Sebastian. Anche nella sua abitazione c'è una madre distrutta dal dolore (entrambe le donne sono vedove), che ieri era in attesa dell'arrivo della salma del figlio dalla Versilia. «Ho voluto che lo portassero qui a casa sua – racconta Caterina Pasta, mamma di Sebastian – e per fortuna non gli faranno l'autopsia che, comunque, non avrei voluto gli facessero. Starà qui a casa e poi celebreremo i funerali assieme. Il legame con la famiglia di Giuseppe è sempre stato molto stretto: siamo parenti ma anche amici e Giuseppe e Sebastian erano grandi amici, oltre che colleghi di lavoro.

Sebastian dedicava tutto il suo tempo all'attività di muratore: dal lunedì al giovedì lavorava a Milano per un'impresa edile, mentre dal giovedì alla domenica lavorava con Giuseppe e gli altri che erano in Toscana. Ma non solo. Nel poco tempo libero che aveva – aggiunge Caterina Pasta – svolgeva anche diversi lavori qui a casa: tagliava l'erba e accudiva il cavallo che abbiamo nella stalla. Aveva imparato a dare una mano da quando c'era ancora mio marito e ha proseguito pure dopo la sua morte».

Prosegue la donna: «Aveva fatto dei corsi di nuoto, ma non era praticamente mai stato al mare. Non era certo un nuotatore, è chiaro. Probabilmente è stato un malore, una congestione: l'ho visto l'ultima volta prima di partire, poi era sempre in contatto con la sorella Roberta. Era un giovane tranquillo, dedito al suo lavoro, tanto che le trasferte in Toscana erano piuttosto frequenti». Oltre alla mamma Caterina, Sebastian lascia un fratello, Alessandro, e due sorelle, Lisa e Roberta. Proprio Roberta domenica sera ha raggiunto la Versilia assieme a Monica, sorella di Giuseppe Gotti. Quest'ultimo lascia invece la madre Marilena, la sorella Monica e il fratello Arturo. E ieri le due madri, accomunate dallo stesso dolore, si sono anche incontrate per un abbraccio.

Fabio Conti

a.ceresoli

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