I Ris e i due mezzi di Bossetti
Trovate tracce da approfondire

Un telone blu scuro copre l’ingresso dell’autorimessa dove da tre giorni i Ris di Parma stanno analizzando il furgone di Massimo Bossetti, l’uomo in cella accusato di avere ucciso Yara. Sull’esito degli accertamenti vige il massimo riserbo.

Un telone blu scuro copre l’ingresso dell’autorimessa dove da tre giorni i Ris di Parma stanno analizzando il furgone di Massimo Bossetti, l’uomo in cella accusato di avere ucciso Yara.

Quel drappo scuro come la notte serve a non far filtrare neppure un raggio di luce: occorre l’oscurità più totale alle «tute bianche» del Ris per utilizzare il «luminol», uno speciale composto chimico in grado di rilevare tracce di sangue latenti. È proprio con il luminol che i Ris hanno lavorato fino alle 2 della notte tra martedì e ieri, sia sull’auto (una Volvo V40 grigia), sia sul furgone Iveco Daily di Massimo Bossetti.

L’elemento chimico reagisce con particolari sostanze, fra cui il ferro contenuto nell’emoglobina. Con il sangue, dunque. Quando viene a contatto con elementi che scatenano la reazione, il luminol assume per alcuni secondi una colorazione bluastra, rilevabile al buio e fotografabile utilizzando un tempo lungo di esposizione.

Sull’esito degli accertamenti vige il massimo riserbo, ma si è appreso che all’interno dei veicoli di Bossetti, in alcuni punti, i Ris hanno riscontrato alcune reazioni al luminol. Sarebbero in particolare due quelle che a prima vista sono apparse più meritevoli di studio. Attenzione ai «falsi positivi», avvertono però gli esperti: non è affatto infrequente che il luminol reagisca venendo a contatto con particelle che con il sangue non hanno nulla a che vedere.

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