Mercoledì 14 Maggio 2014

Il 25 maggio neofascisti a Rovetta

Misiani: inaccettabile, si intervenga

Il raduno di Rovetta in una foto d’archivio

Il 25 maggio prossimo, lo stesso giorno delle elezioni europee e amministrative, a Rovetta si dovrebbe tenere - come avviene ogni anno dal 1986 - un raduno per commemorare i 43 miliziani della Repubblica Sociale Italiana della Legione Tagliamento fucilati dai partigiani il 28 aprile 1945. Il giorno precedente a Lovere dovrebbe svolgersi un incontro commemorativo di analogo tenore.

La Legione Tagliamento celebrata dai nostalgici del fascismo - si legge sul comunicato stampa del deputato Pd Antonio Misiani - si è ripetutamente macchiata di crimini di guerra quali tortura, stupri, omicidi, deportazioni, incendi di interi paesi. L’evento di Rovetta è da tempo considerato, per numero di partecipanti dall’Italia e dall’estero, la principale manifestazione nazifascista d’Italia, con un revival a base di inni, slogan, teste rasate, aquile romane, divise da “camerata”, bandiere, immagini del Duce, ecc.

All’incontro prendono parte centinaia di neofascisti, tra cui diversi pregiudicati per atti di razzismo e violenza. «Su questa vicenda - ricorda il deputato bergamasco - intervenni l’anno scorso con un’interrogazione rivolta al Ministro dell’Interno. Un anno dopo, la provincia di Bergamo - una terra che si è ribellata con coraggio e a caro prezzo contro gli oppressori nazifascisti - rischia di dover nuovamente subire la vergogna di un raduno che offende la memoria della Resistenza e viola palesemente la Costituzione (che nelle Disposizioni transitorie finali vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista) e le leggi vigenti (che considerano reato l’apologia di fascismo e l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali)».

« Fatto ancor più grave, il raduno di quest’anno è stato previsto e organizzato in concomitanza con le elezioni europee e amministrative, nonostante il divieto di comizi e riunioni di propaganda politica stabilito per legge. È una situazione inaccettabile, che non può e non deve lasciare indifferenti le Istituzioni preposte alla tutela delle leggi e dell’ordine pubblico, a partire dal Ministro dell’Interno a cui rivolgeremo ufficialmente una richiesta di intervento».

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