Il «caro parcheggio» all’ospedale
«Micromega» sul piede di guerra
Una procedura irrituale per avere risposte sul «caro parcheggi» al nuovo ospedale, e anche «per dare una sveglia ai politici che finora hanno fatto solo mosse di circostanza senza documentarsi troppo». «Micromega» vuole delle risposte.
Lettura 1 min.Una procedura irrituale per avere risposte sul «caro parcheggi» al nuovo ospedale, e anche «per dare una sveglia ai politici che finora hanno fatto solo mosse di circostanza senza documentarsi troppo», spiegano gli avvocati Rocco Gargano e Roberto Trussardi: l’associazione «MicroMega» distribuirà a tutti i consiglieri regionali e provinciali un’interrogazione a Pirellone e Via Tasso per avere «risposte chiare su tre quesiti rispetto ai costi del parcheggio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Sarebbe ora che si sapesse il perché i costi ricadono solo sui portafogli della gente».
La vicenda del parcheggio del nuovo ospedale non è delle più semplici: è un fatto che adesso la tariffa oraria di sosta è di 1,20 euro (fino alle prime 6, poi a scalare), senza frazionamenti e una franchigia per i primi 15 minuti. «Da quello che risulta a noi le tariffe inizialmente erano più basse.E il parcheggio non è stato realizzato in project financing, come si dice, ma in concessione: sono due contratti normati diversamente».
Il dato certo è che alla Provincia, da Accordo di programma per il nuovo ospedale (i soggetti interessati erano Comune, ospedale, Regione, Ministero, Provincia) , era stata affidata la realizzazione del parcheggio. Via Tasso, tramite la partecipata Abm2 (ora liquidata) aveva fatto un bando, vinto - non senza ricorsi - dalla società Bhp, Bergamo hospital parking.
L’associazione MicroMega vuole dunque risposte, e, documenti alla mano, prepara un’interrogazione da distribuire a tutti i consiglieri regionali e provinciali: perché Pirellone e Via Tasso non danno risposte chiare sulle tariffe? MicroMega, analizzando il piano di realizzazione del parcheggio (fatto e gestito dalla società privata Bhp su bando della Provincia) sostiene che il Piano economico finanziario alla base della concessione è stato rivisto con una lievitazione di 9 milioni e rotti: «La Bhp parlava di errori di progettazione, perché anziché rivedere il piano e aumentare le tariffe non ci si è rivalsi sui responsabili?».
Via Tasso, per voce del direttore generale Benedetto Passarello smentisce: «I 3 milioni facevano già parte della revisione del Pef e li ha messi la Regione. Noi come Provincia abbiamo dato due anni in più nella concessione, per la bancabilità del Pef, quantificando così i 6 milioni e rotti mancanti, comprensivi anche di lavori in più per l’antisismica e l’impiantistica. E le tariffe sono sempre state a 1,10 euro con adeguamento Istat».
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